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Appello alla città, alle donne, agli studenti, ai lavoratori di Bisceglie

In questa fase di stagnazione del dibattito democratico e politico sempre più nitidamente consolidato in apparati di interessi e cordate imprenditoriali, che occupano lo spazio pubblico in un circuito sempre più autoreferenziale con una partecipazione collettiva debole e preoccupante alla vita della città, Bisceglie ha bisogno di uno scatto di reni e di dignità politica per riportare al centro della scena pubblica i grandi temi del lavoro, della discussione tra giovani e studenti, donne e lavoratori, insegnanti ed educatori, mondo della chiesa e della scuola, luoghi della formazione e del pensiero socialista, che sono stati archiviati dalle ultime generazioni di politici e amministratori. Mettere al centro un confronto anche aspro e senza concessioni è oggi un compito a cui gli autentici socialisti e comunisti non possono sottrarsi, per ridare slancio e prospettive alla crescita culturale e intellettuale delle nuove generazioni ormai lontane da un dibattito teorico e formativo sul futuro di ampi strati della popolazione operaia, studentesca e bracciantile ormai esclusi di fatto da ogni forma di protagonismo pubblico e politico.

 

Il pensiero socialista e comunista, che ha orientato vaste masse popolari nelle lotte sociali per la crescita dell’Italia, non può essere mummificato a guardare uno scenario asfittico, in cui i professionisti della politica dettano una agenda amministrativa priva di ogni slancio ideale, che di fatto esclude le nuove generazioni dalla partecipazione e dunque dalla libertà di scelta. Esiste tuttavia in tale contesto una via praticabile da percorrere per un confronto dialettico e appassionato sul futuro della città e dei giovani, degli studenti, delle donne, del mondo della formazione attraverso la riappropriazione di spazi politici di costruzione di una nuova classe amministrativa. Sarò più esplicito.

 

Oggi, in questa fase di rinuncia al dibattito pubblico da parte della maggioranza, tra nuove ventate di restaurazione e riproposizione di modelli e soggetti amministrativi di vecchio stampo, c’è bisogno di uno spazio socialista e comunista nella città. Chi lo nega, ha timore di questo confronto, per ripiombare le decisioni politiche tra gli addetti ai lavori e nei comitati di affari. Riprendere a confrontarsi coi classici del pensiero socialista e comunista è oggi appuntamento non procrastinabile tra studenti e docenti, associazioni e genitori, chiesa e istruzione pubblica. I riferimenti intellettuali come Pertini, Nenni, Gramsci, Togliatti, Berlinguer, Terracini, Bordiga, Salvemini, Kuliscioff tornino motivi di orgoglio, studio e analisi tra i giovani e il mondo studentesco e del lavoro, per ridare slancio alla cultura come motore di trasformazione democratica e progressista.

 

Questa è la strada maestra da percorrere collettivamente oggi, per trarre dai nostri padri costituenti socialisti e comunisti le risorse intellettuali per la crescita della città. Un appello alle nuove generazioni, un richiamo alla ribellione e alla disubbidienza verso un pensiero unico irricevibile, che intende seppellire il risveglio delle coscienze e un nuovo orizzonte socialista e comunista. Ma anche un appello, che deve entrare nelle priorità di partiti e associazioni, che tengono a cuore la dialettica democratica e progressista e intendono mettersi in gioco senza appartenenze di bottega ma nel comune denominatore di una crescita collettiva di ispirazione socialista e comunista.

GIULIO DI LUZIO

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