Una svolta significativa si registra nel caso della tragica morte di Fabiana Chiarappa, la giovane soccorritrice di Turi deceduta in un incidente stradale lo scorso 2 aprile. Il giudice per le indagini preliminari ha revocato l’obbligo di dimora nel comune di Noci precedentemente imposto a Don Nicola D’Onghia, il sacerdote coinvolto nella vicenda.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera del 2 aprile sulla strada provinciale 172, Don Nicola avrebbe investito la ragazza dopo che questa era caduta dal suo scooter. Le accuse mosse dalla procura sono particolarmente gravi: il religioso si sarebbe allontanato senza prestare soccorso alla vittima.
La decisione del giudice arriva in seguito all’istanza presentata dall’avvocato difensore Federico Straziota. Nelle motivazioni del provvedimento, il gip ha specificato che le esigenze cautelari che avevano giustificato la misura restrittiva sono ormai venute meno. Determinante in questo senso è stata la notifica, avvenuta lo scorso novembre, del provvedimento di sospensione della patente per tre anni a carico del sacerdote.
Il caso aveva suscitato profonda commozione nella comunità locale, dove Fabiana era conosciuta e stimata per il suo impegno nel soccorso. Le indagini proseguono per chiarire completamente la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità, mentre Don Nicola potrà ora muoversi liberamente in attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda.

