Avevamo, cioé, avevamo denunciato, per l’ennesima volta, che la manutenzione del verde pubblico a Bisceglie è di fatto provvisoria, occasionale ed inconsistente e che l’albero è “bene immobile ai sensi dell’articolo 812 del Codice Civile e organismo vivente di interesse pubblico strategico per la salute della collettività”, chiedendo che “l’intero processo valutativo e decisionale deve essere governato da protocolli e procedure adeguate, formalmente definite, trasparenti e condivise” in coerenza con i principi della norma UNI ISO 31000:2018 (le linee guida per la gestione del rischio nelle organizzazioni, supportando decisioni e miglioramenti delle prestazioni).
Segnalazioni ignorate, appelli caduti nel vuoto.
Ora la potatura emergenziale di tantissimi alberi in città, oltre a non rispondere ai criteri evidenziati dal CONAF, appare una toppa peggiore del buco, posta per fronteggiare con interventi improvvisati di somma urgenza, senza tuttavia, l’evidenza di una chiara pianificazione ed eseguiti più sul bisogno di rispondere a quel fattore emozionale che ha scosso l’intera comunità cittadina che a quello di ridurre il rischio, confermando l’assenza di una gestione seria e competente del verde.
Per SINISTRA ITALIANA, benché nella gestione del verde urbano, il rischio zero non esiste, ci sono delle responsabilità politiche nell’intero ambito delle manutenzioni a Bisceglie che si trascinano da più anni e che, nell’evidente assenza di una programmazione di bilancio (responsabilità politica) includono i marciapiedi sconnessi, le strade dissestate ed ammalorate (quelle nell’agro), che non possono più essere eluse.
Quanto accaduto alla povera Alicia, particolare tragico e’ che sia fatalmente avvenuto poco dopo e non distante dall’ uscita dei ragazzi dalla scuola Monterisi, interroga direttamente gli amministratori e li invita a rivedere l’ordine delle priorità amministrative, ripristinando un dialogo aperto con la città ferita, per garantire sicurezza, prevenzione e tutela, all’intera comunità.
Stante il bisogno di riprendere celermente un confronto politico bisognoso di confronto, abbiamo provveduto a richiedere con PEC la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc, monotematico, per discutere pubblicamente l’accaduto, ricostruire la catena delle responsabilità e individuare le azioni immediate da mettere in campo.
La magistratura farà il suo corso, ma intanto non è più il tempo delle passerelle o dei minuti di silenzio seguiti dall’inazione. Chi ha ruoli di governo deve rispondere del proprio operato.
Le dimissioni dell’assessore alla manutenzione però non possono essere considerate sufficienti di fronte alla gravità inaudita dei fatti; è indispensabile un’assunzione di responsabilità politica corale dei massimi livelli istituzionali cittadini, che saranno quelli poi a trarne le conseguenze.
Nell’augurio che un episodio di tale gravità non si ripeta mai più, proponiamo di dedicare alla memoria di ALICIA un premio comunale e l’intitolazione della sua scuola. La comunità merita verità e provvedimenti concreti. Noi non arretreremo di un passo.

