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Caposala ucciso, in tre hanno fatto irruzione in ristorante

Sono tre – e non due come emerso in un primo momento – le persone che ieri sera hanno fatto irruzione all’interno di un ristorante di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, e hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco uccidendo un caposala di 62 anni, incensurato, che si sarebbe trovato lungo la direttrice dei colpi. Sul caso stanno indagando i carabinieri anche attraverso l’esame delle telecamere di sorveglianza in zona. Non è escluso che fuori dal locale ci fosse una quarta persona che stesse aspettando le altre tre, entrate nel ristorante.

L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, competente anche sul territorio del Tribunale di Trani. Il caposala ucciso era incensurato. Quasi certamente non era lui il bersaglio dei killer ma si sarebbe sfortunatamente trovato sulla traiettoria dei numerosi colpi esplosi. Gli inquirenti valutano l’ipotesi che il delitto sia collegato all’omicidio di Filippo Scavo, 42 anni, pregiudicato, avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 aprile nella discoteca Divine club di Bisceglie. L’uomo era ritenuto esponente di un certo rilievo del clan Strisciuglio di Bari. Negli ultimi giorni proprio il capoluogo pugliese è stato segnato da diversi episodi di sangue (tra i quali il ferimento lieve di una anziana di 85 anni, anche quest’ultima colpita casualmente nella sua abitazione durante una sparatoria nel Borgo Antico), che rientrerebbero in una guerra tra il clan Capriati, egemone nella città vecchia, e il potente clan Strisciuglio che è maggiormente ramificato nel territorio.

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