Approfitto per scrivere due righe nella giornata in cui in molti comuni italiani, oggi, si stanno eleggendo nuovi Sindaci.
Vi presento Livio Aurelio Scaramella: il sindaco più giovane d’Italia, ha 22 anni ed ha raggiunto un traguardo che suscita speranze e riflessioni sul futuro politico che potrà avere anche la nostra città. Mentre in molte realtà italiane giovani come lui riescono a conquistare la fiducia degli elettori, a Bisceglie questa possibilità appare ancora lontana, soprattutto per ragioni culturali radicate nel modo di vivere la politica locale.
In città, infatti, spesso non basta dimostrare impegno e competenza per essere scelti come rappresentanti della collettività. Più che al lavoro svolto per il bene comune, conta la disponibilità personale che si riesce a offrire, un meccanismo che ha portato inevitabilmente molti cittadini a disilludersi e a ritirarsi dalla partecipazione attiva alla vita politica. Questo sistema limita fortemente l’ingresso di nuove energie e idee, frenando ogni voglia di cambiamento.
Il problema centrale sembra quindi legato a una mancanza di volontà da parte dei cittadini di mettere in discussione le scelte passate e di aprirsi al nuovo. Spesso si preferisce difendere lo status quo, come se ammettere errori passati fosse troppo doloroso. Eppure, evitare di affrontare queste verità significa condannare la città a rimanere intrappolata in un ciclo stagnante, con le sue conseguenze ben visibili oggi.
Se non si riuscirà a superare queste barriere culturali, i giovani biscegliesi con competenze e coraggio finiranno per andarsene, cercando opportunità altrove, in altre regioni o addirittura all’estero. Così, mentre gli altri territori si arricchiranno di nuovi talenti, Bisceglie rischierà di essere amministrata ancora una volta dagli stessi volti di sempre, con risultati che conosciamo fin troppo bene negli ultimi dieci anni. Forse, la sfida più grande è proprio questa: voltare pagina davvero, aprendo le porte ai giovani come Livio Aurelio Scaramella e a chi sogna una Bisceglie migliore.
MAURIZIO RANA

