Mercoledì scorso eravamo oltre 1000 persone, qualcuna in più o in meno, ma non importa. Camminavamo insieme. Storie diverse, esperienze diverse. C’è stato di certo chi ha partecipato solo per pura passerella, ma guardiamo oltre.
Oltre! Perchè finalmente un pezzo di città per la prima volta ha camminato toccando i luoghi in cui lo spaccio di droga, i fuochi di artificio, gli omicidi e i roghi di rifiuti hanno deturpato e deturpano Bisceglie “bellissima e disgraziata”. Centinaia di persone hanno camminato urlando che la città, le strade, le piazze sono nostre, non sono cosa loro.
Abbiamo ricordato con un lungo applauso – passando da Via Mauro Storelli – una vittima innocente di mafia come Lino Pizzi e con noi hanno camminato i suoi familiari, in silenzio ma abbracciati da una comunità bella e che prova a rialzare la testa.
Quello del 20 maggio deve essere l’inizio di un percorso DAL BASSO di denuncia, consapevolezza e azioni concrete.
A chi ci amministra, ad ogni livello, chiediamo senza sconti di SVEGLIARSI, di APRIRE GLI OCCHI. Passati i cortei resta la cruda realtà di ogni giorno: restano Piazza 3 santi, i vicoli e le piazzette del Borgo Antico abbandonati a se stessi e preda di giovanissimi pusher, restano le bici e i monpattini che sfrecciano sulla piazza del pesce e in centro per consegnare la droga “a domicilio”, resta un’economia in cui penetrano capitali sporchi che cercano imprese “lavatrici”.
Non bastano le forze dell’ordine, non basta la magistratura, serve visione politica di lungo corso per riprendersi la città davvero: la rigenerazione urbana, i beni comuni, la cura dei luoghi e dell’ambiente, la prevenzione su ogni fronte, la rete per il lavoro dignitoso, la credibilità e la trasparenza di chi ci rappresenta, la cultura che si rimpossessa degli spazi perchè – condividiamo un recente commento di Carlo Bruni – “la mafia attecchisce nell’incultura”.
Libera il futuro cammina da tempo in questo solco e continuerà a farlo con le competenze, le idee, le proposte, le energie di cui saremo capaci e al servizio della nostra comunità.
Per questo lanciamo un appello pubblico a rafforzare questa rete dal basso, a auto-convocarci come associazioni, movimenti, liberi cittadini di tutte le età in un Forum permanente della legalità e dell’anti-mafie che scuota le istituzioni e la politica dal proprio odioso e retorico torpore.

