Nel Comune di Cesa, in provincia di Caserta, è stato recentemente introdotto un innovativo strumento di solidarietà e partecipazione civica: il Baratto Amministrativo. Questa misura permette ai cittadini con debiti Tari scaduti al 31 dicembre 2025 di ridurre o azzerare il proprio debito attraverso l’impegno diretto nella cura e valorizzazione dei beni pubblici urbani. Un’iniziativa che unisce responsabilità sociale e supporto alle famiglie in difficoltà, offrendo una soluzione concreta a problemi economici spesso gravosi.
Il progetto è rivolto ai maggiorenni residenti a Cesa, dotati di idoneità psico-fisica, oltre che alle associazioni iscritte negli albi comunali e regionali. Vengono escluse solo le persone con condanne per reati gravi o coinvolte in contenziosi tributari con il Comune. Le attività proposte spaziano dalla pulizia e manutenzione degli spazi pubblici alla valorizzazione di immobili inutilizzati, promuovendo così un coinvolgimento attivo nella cura del territorio.
L’accesso al beneficio avviene tramite una graduatoria basata su criteri socioeconomici ed elementi di fragilità familiare, come ISEE basso, disoccupazione, presenza di minori o disabilità grave. Particolare priorità viene data ai nuclei colpiti da lutti o infortuni sul lavoro. Questa selezione attenta garantisce che il sostegno arrivi a chi realmente ne ha bisogno, favorendo al contempo un forte senso di comunità.
È naturale chiedersi: non sarebbe opportuno che anche il Sindaco di Bisceglie, Angarano, e la sua amministrazione seguissero l’esempio di Cesa? In un periodo in cui molte famiglie faticano a far fronte alle tasse locali, adottare soluzioni inclusive e partecipative come il Baratto Amministrativo potrebbe fare davvero la differenza. Invece, sembra che l’Amministrazione sia restia a mettere in campo iniziative simili, perdendo così l’opportunità di rafforzare il legame tra cittadini e territorio.
Il modello di Cesa dimostra come si possa coniugare sostegno economico e senso civico, trasformando un debito in una concreta occasione di recupero sociale e valorizzazione urbana. Speriamo quindi che l’esperienza casertana ispiri anche altre realtà locali, primo fra tutti il Comune guidato da Angarano, a investire in misure di inclusione e collaborazione che non lascino indietro nessuno.

