Un viaggio attraverso dodici scenari di vita e di emozioni per ritrovare la Bellezza di una storia, di un verso, di un paesaggio e riscoprire il piacere della condivisione e della suggestione, che solo l’Arte può regalare a chi sa apprezzarla.
2 luglio ore 19.00 Licia Positò racconta Alba de Cespedes
L’armistizio dell’8 settembre 1943 impone alla vita di Alba de Céspedes un cambiamento radicale: la scrittrice sente dentro di sé il dovere morale di «fare qualcosa per l’Italia». Con il futuro marito, il diplomatico Franco Bounous, decide di fuggire da Roma e si trova a trascorrere alcune settimane alla macchia nei boschi d’Abruzzo prima di riuscire ad attraversare il fronte e raggiungere al Sud l’Italia liberata.
8 luglio ore 19.00 Donatella Trotta e Rosario Esposito La Rossa raccontano La sirena Partenope, ritratto di una città mondo.
Vedi Napoli e poi narra Una bibliografia di storie per ragazzi e i loro grandi, Il gatto verde ed.
9 luglio ore 17.00 Donatella Trotta racconta insieme a Florisa Sciannamea Piccolo è bello
Ispirato dalla raccolta di Donatella Trotta Versi in un palmo di mano
Questo fiammifero è intriso delle atmosfere del Sol Levante. Haiku, poesie giapponesi, scritte da Donatella Trotta e illustrate da Daniela Pergreffi.
9 luglio ore 19.00 Donatella Trotta racconta Ritratto di madri, figlie e muse ispiratrici: la generatività femminile riletta da Matilde Serao. Letture di Nunzia Antonino.
Ritratto di una città – mondo e di una donna, voce di Napoli
Donatella Trotta è una giornalista, scrittrice e traduttrice italiana, nata a Roma e cresciuta tra Italia, Giamaica, Svizzera e Giappone. Si è laureata in Lettere all’Università Federico II di Napoli, dove vive e lavora. È una firma storica delle pagine culturali del quotidiano “Il Mattino” e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno nel sociale, nella letteratura giovanile e nella promozione culturale, tra cui il Premio Andersen e il Premio internazionale di giornalismo civile dell’Istituto italiano per gli Studi filosofici.
“Vedi Napoli e poi narra” è un libro scritto da Donatella Trotta, pubblicato da Il Gatto Verde Edizioni nel 2025, in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli. Questo volume è una bibliografia affettiva che esplora la “bibliodiversità” partenopea, offrendo un viaggio attraverso sette itinerari simbolici che collegano testi e contesti, autori e autrici, in un ponte di libri che unisce luoghi, epoche e generazioni.
Versi in un palmo di mano (Coppola editore, 2024): una raccolta di haiku, illustrata da Daniela Pergreffi. Matilde Serao, tu sei rugiada (Spartaco editore, 2024): una curatela del libro di Matilde Serao, che esplora la figura e l’opera della scrittrice e giornalista napoletana. Donatella Trotta è anche autrice di altri libri, tra cui “La via della penna e dell’ago. Matilde Serao tra giornalismo e letteratura” (Liguori, 2008)
16 luglio ore 19.00 Marco Cardetta racconta …dal mare – Nero di Odessa –
“Cosa viene dal mare?” Vengon di certo le voci – storie di questa Odessa, mito del mito di quella reale, e altrettanto terra di tutti e di Nessuno, dove ciascuno è straniero eppure è cittadino – matria di geni, poeti, rifugiati, galeotti, risorgimentali, esuli, puttane, mistici, musici – italiani, francesi, spagnoli, ebrei, turchi, tatari, adighi, georgiani, greci, polacchi, romeni, moldavi, tedeschi, albanesi, armeni, azeri, bulgari, russi, ucraini, zingari – e de le mille culture, visioni, che nei secoli Odessa l’hanno costruita distrutta, ricostruita, battendosi per essa, amalgamandosi infine nel crogiolo-incontro di un Occidente in continuo anelito e di un Oriente da per sempre miraggio. In questa Odessa – non così lontana – si snodano le stanze-poesie di questo poema corale, al contempo percorso numinoso e visionario, in cui perdersi e – chissà – forse anche ritrovarsi.
Marco Cardetta, nel 2008 ha vinto il premio Esor-dire con “Prime giovani suites”. Esordisce nel 2016, per LiberAria, con “Sergente Romano”, vincitore del premio Bodini-La luna dei Borboni e il premio Pasolini-Barile per “l’impegno e il lavoro sulla memoria”, con ottimo riscontro di pubblico e critica, migliaia di copie vendute, presentazioni, recensioni, uno spettacolo collegato (Voci di sbandati) attività nelle scuole e cunti/trekking sul territorio. Nel 2026 il suo primo libro di poesia “… dal mare – Nero di Odessa –”. www.marcocardetta.com
30 luglio ore 19.00 Pietro Verna racconta L’uomo che sorveglia il cielo omaggio a Gianmaria Testa
Un omaggio – umile, sincero e profondo – ad uno degli artisti di spicco della scena cantautorale italiana. Con le sue corde, le sue intuizioni, la sua grammatica semplice ed evocativa ha stregato dapprima Parigi, e poi tutto il resto del mondo. Nelle sue canzoni: storie di migranti, di treni e partenze, di mare e di terre lontane, di fragilità umane, di attese, di sfumature quotidiane, di amori che reclamano carezze. Un artigiano, un contadino e un partigiano della bellezza. Suggestioni calde del jazz, tanghi seducenti, un folk raffinato e tante altre latitudini abitano le sue musiche mai banali. Un progetto, quindi, che dà nuova voce e nuova veste a Gianmaria Testa: sognatore di mongolfiere e uomo che sorveglia il cielo.
Al timone: – PIETRO VERNA, voce e chitarra – LEO TORRES, piano – FRANCESCO GALIZIA, fisarmonica e sax soprano
Pietro Verna è un cantautore pugliese che si esibisce con la sua musica in vari eventi, come il Maxima Jazz Fest. La sua musica è un mix di stili e atmosfere, e si accompagna spesso con strumenti come la chitarra. Leo Torres è un pianista che collabora con Pietro Verna e altri artisti. La sua presenza sul palco aggiunge un tocco di classe e sensibilità alle esibizioni. Francesco Galizia è un fisarmonicista che fa parte della formazione musicale di Pietro Verna. La sua fisarmonica aggiunge un sound unico e coinvolgente alle canzoni.
06 agosto ore 19.00 Vanna Sasso racconta La Musica che ci Attraversa
Non è solo un concerto. È un’esperienza da vivere con tutto ciò che siamo. Un tempo e uno spazio in cui la musica diventa un passaggio, attraversa il corpo, sfiora i pensieri, risveglia emozioni che a volte restano in silenzio. Non serve capire, non serve spiegare. Basta lasciarsi attraversare. Ogni nota può diventare un ricordo, ogni pausa un respiro, ogni vibrazione un punto di contatto con qualcosa di profondo e autentico. Perché, a volte, è proprio nella musica che ritroviamo ciò che non riuscivamo più a nominare. Concerto con le voci Vanna Sasso e Lisa Sasso, al piano Domenico Balducci, al sax Christian Mele.
Incursione di Maria Teresa Marzullo sulla vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani
Vanna Sasso: è una psicologa, musicista e insegnante italiana, presidente dell’Associazione Culturale Nuova Accademia Orfeo di Bisceglie. Ha condiviso il palco con artisti come Al Bano, Mario Rosini e Michele Placido. Insegna Italiano, Storia e Latino al Liceo San Benedetto di Conversano, dove promuove la musica come strumento di inclusione e benessere.
Lisa Sasso è una mezzosoprano e contralto italiana, insegnante di canto presso la Nuova Accademia Orfeo di Bisceglie, fondata insieme alla sorella Vanna Sasso. La sua vocalità barocca è stata apprezzata in vari concerti, tra cui uno memorabile a Palazzo Tupputi di Bisceglie, dove ha interpretato brani di Piazzolla. Lisa Sasso ha studiato canto con nomi di prestigio della vocalità barocca, come la cantante Sara Mingardo.
Domenico Balducci è un pianista pugliese di grande talento, noto per la sua versatilità e capacità di spaziare tra generi diversi, dal jazz alla musica classica, passando per il tango e le colonne sonore. Ha studiato pianoforte classico e jazz al Conservatorio N. Piccinni di Bari, dove si è diplomato nel 1990, e ha vinto il Concorso Nazionale a Cattedra Ministeriale per l’insegnamento nei Conservatori Italiani nel 1992.
Christian Mele è un sassofonista, compositore e musicologo italiano, nato a Santeramo in Colle (Bari) nel 1978. Ha studiato sassofono classico e jazz al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, perfezionandosi con noti sassofonisti come Maurizio Giammarco e Roberto Ottaviano. Carriera e Collaborazioni. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Giovanile di Roma e la Jazz Studio Orchestra di Bari. Ha suonato con artisti come Ornella Vanoni, Michele Zarrillo e Irene Grandi. È stato ospite di Radio Rai Tre e ha composto la sigla di un programma su Radio Vaticana. Ha partecipato a festival e masterclass internazionali, tra cui la Biennale di Poesia di Venezia.
20 agosto ore 19.00 Daniela Rubini racconta Intrecci d’armonie
Ritratti femminili del teatro di sempre
Mirandolina
Archetipo di donna forte, dominatrice, sicura, volitiva. Autenticamente donna di oggi.
Mirandolina si presenta cosi, quasi una femminista ante tempo: A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertà. Tratto con tutti, ma non m’innamoro mai di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature di amanti spasimati; e voglio usar tutta l’arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura. Un vero e proprio manifesto rivoluzionario.
Filumena Marturano
Scritta da Eduardo De Filippo per la sorella Titina, e portata in scena per la prima volta al teatro Politeama di Napoli nel 1946, ”Filumena Marturano” ancora oggi è la sua opera maggiormente rappresentata sia in Italia che all’estero. Filumena, figlia del popolo, uno dei personaggi femminili più intensi e complessi nel panorama teatrale. Un ruolo non facile da interpretare ma che se si trova il giusto l’equilibrio tra il dramma della sofferenza, la riconquista della dignità perduta e la volontà di riscatto sociale e sentimentale, l’attrice lascerà al pubblico un importante impatto emozionale.
Nina
Nel cuore di Il Gabbiano di Anton Čechov si trova un monologo che incarna tutta la profondità e la complessità dell’opera: le parole di Nina nel quarto atto. Questo momento è una finestra sul suo viaggio personale, un percorso di sofferenza e rinascita che riflette non solo le sue lotte interiori, ma anche il significato più ampio che Čechov attribuisce all’arte e alla vita. Attraverso frammenti di pensieri, immagini simboliche e contraddizioni, il monologo di Nina ci trasporta in un delicato equilibrio tra vulnerabilità e resilienza, dove ogni parola pesa come un passo verso una nuova consapevolezza. Ma cosa ci racconta davvero Nina? E cosa rappresenta questo momento per l’opera nel suo insieme?
Nora
Nora è un personaggio emancipato. Mamma di tre bambini, Nora è moglie di Torvald che ha nei confronti della moglie un atteggiamento molto premuroso.Tutto sembra essere perfetto, ma in realtà Nora nasconde un segreto.In passato, per curare una terribile malattia del marito, ha contratto dei debiti con uno strozzino falsificando la firma di suo padre su alcune cambiali. Lo strozzino è Krogstad, che lavora nella banca di cui Torvald è direttore.Krogstad, per ottenere dei benefici personali, ricatta Nora per poi arrivare a raccontare delle cambiali a Torvald.Quest’ultimo teme che una simile verità possa rovinargli la reputazione e si arrabbia molto con Nora, decidendo di allontanarla dalla cura dei loro bambini, perché la ritiene un pessimo esempio per i figli.In un secondo momento, l’intervento di una amica di Nora sistema la situazione e Torvald torna ad avvicinarsi alla moglie.Ma a questo punto, Nora è una donna diversa. Delusa dal marito, lo lascia andandosene di casa.
Anna Foglietta
Le guerre si consumano ovunque, nelle strade, nelle piazze, nei nostri posti di lavoro, nelle nostre teste e ci rendiamo conto di quanto la pace non sia soltanto un’idea astratta, ma una pratica quotidiana. Pasolini, con il suo sguardo acuto e impietoso, avrebbe smascherato le ipocrisie, i compromessi, Foglietta prende Pasolini come esempio, guardando alla pace e alla necessità di seminare e inculcare valori importanti e fondanti di ogni epoca: Pasolini avrebbe alzato la voce, non per urlare, ma per farsi ascoltare, con la sua poesia, con il suo cinema, i suoi articoli scomodi, ci avrebbe forse ricordato che la vera rivoluzione è l’etica e che l’etica va insegnata e non tradita, che la pace non si dichiara, non si impone, ma si costruisce, si semina. E allora oggi in questo tempo così spaventoso, per cominciare a seminare è fondamentale non restare neutrali, non dobbiamo accontentarci della condanna generica alla guerra, ma bisogna costruire ogni giorno gesti concreti di giustizia, dialogo, cura.
Daniela Rubini è un’attrice pugliese nota per la sua versatilità e talento. Ha recitato in diverse produzioni, tra cui “Matrimoni” (1998), e ha fondato la “Compagnia n.26” insieme a Carola Ventura. Una delle sue opere più note è lo spettacolo teatrale “Anna dei Miracoli”, un adattamento dell’opera di William Gibson sulla storia vera di Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan, che ha ricevuto grande successo di pubblico e critica.
La sua interpretazione di Anne Sullivan ha ricevuto grandi apprezzamenti per la sua intensità e profondità, e lo spettacolo ha esplorato temi come l’accettazione di sé e la relazione tra insegnante e allieva.
10 settembre ore 19 Rossana Dedola racconta Il coraggio di essere libere
Si tratta di un’indagine sulle intellettuali che hanno cambiato il nostro sguardo sul fascismo. Il risultato è un lavoro che supera la dimensione storica per parlare direttamente al presente: in un’epoca segnata dal ritorno dei nazionalismi e da nuove forme di esclusione, queste pagine interrogano il nostro modo di guardare al potere, alla guerra e alla libertà. L’autrice parte dal racconto dalle pioniere Alessandrina Ravizza e Anna Kuliscioff fino ad arrivare a Elsa Morante, Lalla Romano, Natalia Ginzburg e tante altre per ricostruire la “resistenza” delle scrittrici italiane tra fascismo e guerra: Il coraggio di essere libere è un saggio ricco di documenti, episodi biografici e analisi puntuali che mette a fuoco il rapporto tra letteratura, impegno politico e libertà femminile. Da Natalia Ginzburg a Elsa Morante, da Joyce Lussu a Alba de Céspedes: le grandi scrittrici del Novecento contro il fascismo, tra clandestinità, fughe, radio clandestine e manoscritti salvati.
Rossana Dedola è nata a Sassari. Ha studiato a Pisa e Zurigo. Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è analista didatta, supervisore e docente presso l’Interational School of Analythical Psychology di Zurigo. Ha pubblicato tra gli altri La via dei simboli, Psicologia analitica e letteratura italiana (1992), Introduzione a Vivian Lamarque, Poesie (1972-2002) (2002), Pinocchio e Collodi (2002), Storie sotto il cielo e sotto il mare, con le illustrazioni di Anna Curti (2002), Il Re che amava le rime, con le tavole di Gioxe De Micheli (2003), La valigia delle Indie e altri bagagli, Racconti di viaggiatori illustri (2006), Pinocchio in volo tra immagini e letterature (2008), Paglierina Testadipaglia, con le illustrazioni di Martia Coviello (2010), Roberto Innocenti. La mia vita in una fiaba, Della Porta (in francese da Gallimard e in spagnolo da Kalandraka). Da Avagliano è uscito Giuseppe Pontiggia. La letteratura e le cose essenziali che ci riguardano, con prefazione di Giancarlo Ravasi. Ha curato Blandiana Anedda Gisiger Mezzaqui, Incollare mondi cucire parole, ETS Pisa.
17 settembre ore 19 Duo Elia racconta Canzoni per la terra
Eliana Losciale voce e flauto e Carmine Terracciano chitarra in una serie di brani a tema.
La tematica che collegherebbe i brani sarebbe l’espressione dell’amore per la propria terra e la cura di essa da parte di ogni singolo.
L’amore per la terra è un sentimento profondo e viscerale che ci lega al nostro pianeta. È il rispetto per la natura, la cura per le creature che la abitano e la consapevolezza dell’importanza di preservarla per le generazioni future. La terra è la nostra casa, il nostro rifugio, la nostra fonte di vita. È il luogo dove nasciamo, cresciamo e moriamo. Eppure, spesso la prendiamo per scontata, sfruttandola senza pensare alle conseguenze. Ma l’amore per la terra non è solo un sentimento, è anche un’azione. È ridurre i rifiuti, risparmiare l’acqua, piantare alberi e proteggere la biodiversità. È vivere in armonia con la natura, non contro di essa. L’amore per la terra è un amore che non conosce confini, che unisce le persone di tutte le culture e le nazioni. È un amore che può cambiare il mondo, se solo lo permettiamo.
Eliana Losciale e Carmine Terracciano sono due musicisti pugliesi. Carmine Terracciano è un chitarrista, cantante e arrangiatore che ha studiato pianoforte classico e jazz al Conservatorio N. Piccinni di Bari. Ha collaborato con vari artisti e ha fondato la band “The Carmine Terracciano Band”. È anche insegnante di chitarra presso la Scuola Media Ind. Musicale di Somma Vesuviana (NA).
Eliana Losciale è una cantante e flautista pugliese, insegnante di flauto. Svolge attività concertistica e didattica, e collabora con diverse associazioni musicali in Puglia. Ha partecipato a vari eventi e festival musicali, e si esibisce in concerti di musica classica e contemporanea
01 ottobre ore 19 Gabriella La Rovere racconta lo Zibaldone autistico
La parola zibaldone indica un quaderno di appunti, spesso annotati senza un ordine preciso, ma con l’obiettivo di un conseguente approfondimento; Zibaldone autistico è stato concepito e scritto in vista di una successiva condivisione mediante articoli di divulgazione scientifica e/o giornalistica sui temi generali della neurodiversità e quelli più specifici della neurodivergenza. Questa raccolta di scritti spazia dalla storia, alla letteratura e alla patografia e non rappresenta un punto di arrivo, bensì l’inizio di un nuovo studio e sogno. In parole povere è una raccolta di scritti, in parte pubblicati su riviste o siti specifici. Nella introduzione: In un’intervista a Isabella Tobino, nipote dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, si raccontava come, dopo la morte dello zio, si fossero ritrovati cento quaderni che raccoglievano studi, riflessioni, approfondimenti dai quali poter trarre dei saggi inediti.
Gabriella La Rovere, medico, giornalista, scrittrice e autrice teatrale. La sua carriera e produzione letteraria sono profondamente intrecciate con la sua vita personale diventando una delle voci più attive in Italia sul tema della neurodiversità. Dal 2015 collabora con “Per noi autistici”. Ha pubblicato diversi libri, a cominciare da L’orologio di Benedetta con il quale ha vinto il Premio Giornalistico Argil per Valori & Umanità e dal quale è stato tratto un monologo teatrale con 44 repliche in tutta Italia. La patografia letteraria e lo studio delle biografie storiche lette attraverso la lente della neurodivergenza rappresentano il fulcro della sua produzione recente. La sua ultima pubblicazione, Zibaldone autistico, raccoglie in modo organico questi studi.
07 ottobre ore 19 Sandra Petrignani racconta Carissimo dottor Jung
Per raccontare la fase finale della vita di Carl Gustv Jung, in Carissimo dottor Jung (Neri Pozza), Sandra Petrignani mette in scena l’ultimo incontro del grande psicanalista con Christiana Morgan. Realmente esistita, “Lady Morgana” come la chiamava lui, donna affascinante e dai molteplici talenti, era stata sua paziente e poi aveva fondato un’importante clinica psichiatrica ad Harvard insieme al suo amante, Henry Murray. Christiana va a trovare Jung a Küsnacht e i due instaurano una routine di visite, chiacchierate e gite.
Sandra Petrignani (Piacenza, 1952) è una nota scrittrice e giornalista culturale italiana, residente tra Roma e l’Umbria. Celebre per le sue biografie romanzate di grandi autrici, reportage di viaggio e narrativa, ha collaborato con Il Messaggero e Panorama. Autrice di La corsara e Marguerite, ha vinto premi come il Viareggio.
Opere e Riconoscimenti. Ha pubblicato diversi libri, tra cui “Navigazioni di Circe” (1987), “Il catalogo dei giocattoli” (1988), “Come cadono i fulmini” (1991) e “La scrittrice abita qui” (2002).Ha vinto il Premio Elsa Morante per “Navigazioni di Circe” e il Premio Alghero Donna per “E in mezzo il fiume” (2011).È stata finalista al Premio Strega per “La corsara” (2018) e al Premio Viareggio per “Poche storie” (1993).Temi e StileLa sua scrittura è caratterizzata da una forte attenzione alla realtà sociale e culturale italiana, con un focus sulla condizione femminile e le relazioni interpersonali.Vita Personale. Sandra Petrignani vive a Roma, con lunghi soggiorni in una casa nella campagna umbra, non lontana da Amelia, zona d’origine del padre.
La rassegna si svolgerà come lo scorso anno nel piazzale del sagrato del tempio di San Giuseppe per gentile concessione di Universo Salute, partner storico della manifestazione.
Per tradizione consolidata ormai da 14 anni Libridamare consegna il testimone dell’ultimo evento alla Festa dei Lettori che si apre la prima settimana di ottobre, pertanto gli ultimi due appuntamenti saranno collocati in quella settimana.
Il progetto è stato presentato al MIM e gode come ogni anno del riconoscimento come percorso di aggiornamento per i docenti ed è presente sulla piattaforma SOFIA.
Il centro di Orientamento Don Bosco, nostro partner si è occupato della certificazione dei crediti per i docenti.
La rassegna è patrocinata e sostenuta oltre che da Universo Salute Opera don Uva dal comune di Bisceglie e dai Presìdi del Libro, regione Puglia.
Anche quest’anno saranno sostenitori della rassegna:
Vision Management, Vecchie Segherie Mastrototaro, Mastrototaro food, Tandem Onlus, Palazzo Lupicini, Bue marino, Centro don Bosco, Terra e Libertà.
In caso di tempo inclemente gli eventi si svolgeranno nella sala convegni di Universo salute Opera don Uva

