Un freno alla cementificazione selvaggia e un deciso “no” a nuovi quartieri privi di servizi essenziali. Il consigliere comunale Giovanni Naglieri, a nome di Sinistra Italiana, ha depositato al protocollo del Comune di Bisceglie un corposo pacchetto di osservazioni tecnico-politiche contro l’attuale impostazione dei PIRU (Programmi Integrati di Rigenerazione Urbana). Sotto la lente d’ingrandimento ci sono due grandi progetti che ridisegneranno la città: l’Ambito 2 (Zona Santa Caterina) e l’Ambito 4 (Zona Via Sant’Andrea).
Secondo l’esponente della sinistra biscegliese, i piani presentati rischiano di tradursi in una «supina accettazione della speculazione immobiliare privata» anziché in un reale riscatto per i quartieri svantaggiati.
La proposta politica: meno cemento, più case popolari e servizi subito
Le richieste di Sinistra Italiana mirano a ribaltare i rapporti di forza tra l’interesse dei costruttori privati e il benessere pubblico dei cittadini, attraverso cinque punti cardine:
· Taglio del 20% del cemento: Ridurre le volumetrie dei palazzi privati per tutelare il territorio.
· Case a prezzi accessibili: Vincolare il 25% delle nuove costruzioni al Social Housing (edilizia sociale) per aiutare le famiglie in difficoltà e i giovani.
· Prima i servizi, poi i palazzi: Obbligare i costruttori a realizzare e cedere al Comune strade, fogne, illuminazione e parchi prima di poter edificare gli alloggi privati.
· Stop alla “monetizzazione”: Impedire ai privati di pagare in denaro il Comune pur di non realizzare i parcheggi e il verde previsti dalla legge. I servizi devono essere ceduti fisicamente nel quartiere.
· Trasparenza in Aula: Richiesta di una dichiarazione scritta di assenza di conflitto di interessi per ogni consigliere comunale prima del voto, per verificare che nessuno abbia parenti o terreni coinvolti nei piani.
Il confronto: due pesi e due misure per Santa Caterina e Via Sant’Andrea
Il documento di Naglieri evidenzia come i due progetti abbiano un impatto totalmente differente sulla città:
· Zona Santa Caterina (Ambito 2): Si tratta di un’area già parzialmente urbanizzata, vicina al centro, dove i servizi esistono già. Qui la sfida è completare il quartiere salvando gli uliveti storici rimasti.
· Via Sant’Andrea (Ambito 4): È una zona periferica, isolata e totalmente priva di infrastrutture. È proprio su questo progetto che si concentrano le critiche più dure.
L’allarme rosso su Via Sant’Andrea: «Progetto a rischio fallimento»
Sinistra Italiana boccia senza appello il piano di Via Sant’Andrea, definendolo «strutturalmente insostenibile e a rischio ghettizzazione» per tre precise ragioni tecniche:
· Il rischio di cantieri bloccati: A differenza di Santa Caterina, a Sant’Andrea i privati dovranno costruire da zero chilometri di condotte fognarie e stradali. Se i costi saliranno troppo, c’è il rischio concreto che le ditte abbandonino i cantieri a metà, lasciando scheletri di cemento e un quartiere isolato.
· Il pericolo allagamenti: Quei terreni oggi assorbono l’acqua piovana della campagna. Coprirli interamente di asfalto e cemento senza enormi vasche di raccolta dell’acqua causerà, secondo Naglieri, inevitabili allagamenti di strade, box e cantine, oltre al probabile veto dell’Autorità di Bacino.
· L’effetto “Quartiere Dormitorio”: Senza la previsione di scuole, centri sociali, autobus e negozi di prossimità, l’area diventerà una trappola per il traffico automobilistico, congestionando ulteriormente l’imbuto viario di via Sant’Andrea.
Le richieste per il Consiglio Comunale
Il consigliere Naglieri ha annunciato battaglia in Aula, chiedendo una sospensiva tecnica immediata per l’Ambito 4 (Sant’Andrea): il progetto deve essere bloccato finché non ci saranno perizie idrauliche certe e garanzie economiche (fideiussioni) da parte dei costruttori. Per Santa Caterina, invece, si richiedono modifiche severe per blindare le alberature monumentali.
«La rigenerazione urbana deve essere a saldo zero sul consumo di suolo e a saldo nettamente positivo sulla qualità della vita dei biscegliesi», conclude Naglieri. La parola passa ora alle commissioni e al Consiglio Comunale.

