“Dovete trovare mio padre.
Sotto quel ponte ci sono macerie, ci sono ancora elementi da accertare e soprattutto potrebbe esserci ancora mio padre.
Non possiamo accettare che si costruisce un nuovo ponte mentre quello crollato resta lì, sotto sequestro, senza una risposta definitiva alla domanda che ci distrugge: dov’è Domenico”.
Così Angelica Racanati, la figlia di Domenico, il marittimo di Bisceglie scomparso nel crollo del ponte sul Trigno, il 2 aprile scorso. L’uomo, nonostante le ricerche e, nella giornata di ieri, l’inizio dei lavori di dragaggio del corso d’acqua, non è stato ritrovato.
La figlia, in un nuovo post sui social, chiede la rimozione dei tronconi di viadotto finiti nell’acqua. “Il problema non è risolto – scrive ancora la giovane -. Oggi ci viene detto che non c’è traccia di Domenico né della sua auto nei punti indicati dal magnetometro. E, intanto, si parla di una nuova struttura, di un collegamento alternativo, di andare avanti come se la questione fosse soltanto il ripristino della strada”. “Prima di ricostruire, prima di voltare pagina, prima di parlare di collegamenti alternativi – conclude -, bisogna finire ciò che è stato lasciato in sospeso. Mio padre è ancora lì sotto o no?”.

