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La Notte: Il Comune istituisce un tavolo di crisi permanente, ma ha gli strumenti per risolvere il problema?

«Leggo che a Bisceglie l’amministrazione comunale ha chiesto o istituito un “tavolo di crisi permanente”. Affascinante. Di solito, nella prassi istituzionale, un tavolo di crisi lo convoca chi ha gli strumenti per risolverla: cioè Ministeri (MIMIT) o Regioni, gli unici enti che per legge hanno in mano ammortizzatori sociali, fondi per la riconversione, incentivi fiscali e poteri legislativi e giuridici.
Evidentemente a Palazzo di Città si è convinti di essere improvvisamente ascesi al rango di Governo nazionale o di Giunta regionale. Ma la realtà, purtroppo per la propaganda, è molto più pragmatica.
Mettiamo in chiaro le cose: un comune,
non ha poteri o strumenti per un tavolo di crisi.
Sia chiaro: un Comune ha il dovere di fare da cassa di risonanza, di fare pressione politica, di accendere i riflettori e portare i problemi dei propri cittadini sui tavoli che contano (quelli veri, a Bari o a Roma). Ma se l’istituzione di un “tavolo permanente” si riduce all’ennesimo selfie d’ordinanza, a video promozionali, comunicati stampa pieni di fuffa e pavoneggiamenti da statisti dei social, allora c’è un problema e, anche serio…..
Un grosso problema. Perché dietro la parola “crisi” ci sono famiglie che non sanno come pagare le bollette, lavoratori sospesi nel vuoto e imprese che rischiano di chiudere.
Usare la disperazione o l’incertezza delle persone per fare passerella politica non è solo un errore amministrativo: è una mancanza di rispetto. Meno sfilate, meno retorica da grandi leader e più pragmatismo. Chiamiamo le cose con il loro nome e, soprattutto, si lavori per attivare chi i problemi può risolverli davvero, senza giocare sulla pelle della gente.
Non scherziamo….».
Lo scrive in una nota l’ex consigliere regionale Francesco La Notte.
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