
«Chi è rimasto a seguire le evoluzioni della storia di Marianna –scrisse all’epoca la pediatra della piccola, Pierangela Rana– , però, dopo un iniziale entusiasmo, ha visto afflosciarsi le speranze finché oggi, dopo innumerevoli pellegrinaggi al Comune, risposte vaghe e ulteriori illusioni ( ci hanno consegnato delle inutili chiavi ), posso con certezza affermare che si è trattato di un grande bluff! Il perché ve lo racconto in poche parole: la casa è lì, vuota in attesa, ma non è abitabile, non c’è luce, non c’è acqua, non c’è gas, non c’è l’ascensore, fondamentale per Marianna e la sua mamma, insomma è ancora un cantiere, fermo, silenzioso, nessun lavoro ferve più: rimarrà cantiere disabitato e inabitabile finchè l’amministrazione, che tanto si preoccupa di fare belle figure, non stornerà i soldi dalle cazzate che finanzia e non se ne occuperà concretamente, cioè mai, a meno che i soldi non piovano dal cielo, chissà?!?»
Veniamo ad oggi. In un post pubblicato questa mattina, la stessa pediatra torna sull’argomento: «Ma adesso cambiamo discorso e parliamo di cose serie: la casa per Marianna! Sarebbe stato molto più onesto raccontare delle difficoltà burocratiche ( per la verità assurde ) per rendere fruibile la casa, invece di affidare al web le foto di un’azione encomiabile che però non ha portato a nulla di concreto! E come una beffa da commedia dell’assurdo, ieri si è presentata nella attuale, invivibile abitazione di Marianna, la polizia municipale per invitare la famiglia a lasciare la casa».
