1. Rispetto ad un consiglio comunale convocato alle ore 17.00, che alle 17.15 vedeva tutti i componenti dell’ opposizione (anche gli eletti tra le file di casella) seduti ai rispettivi banchi, i consiglieri comunali di maggioranza si presentavano in aula in blocco con un’ora e mezza di ritardo (si dice perché impegnati in una riunione fiume volta a risolvere pesanti spaccature sulla presidenza del consiglio evidenziate dallo stesso angarano nel suo discorso);
2. L’ indirizzo dato dal sindaco Angarano alle minoranze e alla maggioranza sul nome da votare, a dispetto della consolidata prassi che vedeva un dibattito trasparente in consiglio e lasciava alle minoranze il compito di fornire un nome in maniera autonoma;
3. L’ aver posto al voto le linee programmatiche dopo l’odg sulla presidenza del consiglio, nascondendo quindi fino all’ultimo eventuali condivisioni programmatiche del gruppo facente capo a Casella;
4. L’ aver vietato ogni tipo di emendamento al programma elettorale della “svolta” che pure tutte le opposizioni avevano provato a dare nel solo interesse della città;
5. L’ aver insistito sul voto alla salvaguardia di bilancio senza che il relativo fascicolo fosse a disposizione dei consiglieri, chiedendo quindi un vero e proproio voto alla cieca che solo i fidi (e taciturni, fatta eccezione sostanzialmente per circa 3 su 15) consiglieri di maggioranza erano disponibili a dare.
