
L’ultima, in ordine cronologico, che ha scatenato le proteste da parte dell’intera rappresentanza dei giostrai è nata a seguito del suo intervento in occasione dei “biglietti omaggio”.
«E’ sgradevole -ha scritto il Primo Cittadino- il fatto che pochi ricevano biglietti omaggio per le giostre e tanti debbano pagare. Quest’anno ho chiarito insieme all’Amministrazione che non è nostra intenzione gestire e distribuire biglietti gratis delle giostre. E l’anno prossimo, avendo il tempo per farlo, cercheremo anche di organizzare le cose in modo da avere prezzi più bassi per tutti».
Quest’ultimo concetto, però, non è andato giù ai giostrai. Scrive uno di loro: «Non può imporre ad un esercente dello spettacolo viaggiante (giostraio) di abbassare i prezzi del biglietto. E’ come se lei entrasse in un panificio è dicesse al proprietario che il pane lo deve vendere di meno. Risulterebbe una richiesta ridicola. Detto questo quello che per voi è un divertimento per un esercente dello spettacolo viaggiante è un lavoro il cui guadagno serve per vivere».
E un altro rincalza: «Perchè non chiedono anche di abbassare costi di bibite, palloncini, panini, oggetti sulle bancarelle è tutto quello che c’è intorno alla festa patronale? Provate a chiedere agli ambulanti quante spese sopportano per poter “aprire” una giostra ad una festa, chiedete loro quanto gli resta a fine festa poi vediamo se avrete ancora da dire…».
(foto: Pinuccio Rana)
