
Chiudere piazza Vittorio Emanuele II e dintorni, lasciando tra l’altro libero il passaggio su via Imbriani, non spinge affatto i biscegliesi che abitano nei quartieri più periferici a lasciare l’auto a casa e spostarsi a piedi fino in centro per una passeggiata domenicale. E per una semplicissima ragione: sono zone troppo lontane dal centro per percorrerle interamente a piedi.
È inevitabile dunque che il traffico si intensifichi intorno alla zona centrale della città, con l’aggravarsi addirittura del problema, poiché le auto, girando a vuoto nella ricerca di un parcheggio (che non c’è) o ferme incolonnate con il motore acceso, emettono complessivamente molto più gas di scarico nocivo alla salute.
Un paradosso: al centro una enclave ecologica e tutto intorno traffico e smog. L’Amministrazione cerca di aggirare il problema con delle soluzioni “spot” senza prendere il toro per le corna. Occorre ridefinire completamente il modello del sistema dei trasporti a Bisceglie, incentrandolo su molteplici linee di trasporto pubblico, servite da una flotta ben assortita di autobus elettrici e coadiuvata da una rete di piste ciclabili ben fatte e manutenute.
Bisogna istituire due linee di bus-navetta, una che serva il quartiere Seminario e 167 e l’altra che serva quello di S. Andrea. Se le risorse per l’acquisto di nuovi bus non sono rinvenibili nell’ambito di programmi operativi regionali, nazionali o europei, bisognerebbe inserire tali risorse nel prossimo Bilancio di Previsione comunale.
Non si può parlare di interventi strutturali sulla mobilità senza programmare anche la stagione turistico-balneare e specificatamente la mobilità lungo la Litoranea di Ponente. Quest’ultima va chiusa al traffico automobilistico (residenti esclusi) dalla spiaggia della Grotta fino al Ponte Lama; vanno attivati bus-navetta ad elevata frequenza di passaggio, uno ogni 15 min. Suggeriamo all’Amministrazione Comunale di prendere anche a noleggio i bus per la stagione estiva, se non ci sono le risorse per l’acquisto degli stessi.
La Litoranea non è soltanto una strada, un mezzo materiale per collegare due punti di un tragitto, ma è un luogo di vita, di fruizione collettiva, dove rilassarsi, passeggiare, ascoltare musica, sedersi ad un Caffè, fare sport. In estate, organizzare una domenica ecologica al mese di chiusura al traffico è un mero esercizio di marketing politico-istituzionale.
Le soluzioni “spot” non servono. Bisogna lavorare a soluzioni strutturali in linea con i modelli di mobilità più moderni e razionali. Ecologisti si è tutti i giorni dell’anno e non solamente qualche domenica nell’anno!».
E’ quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dalla locale sezione del M5S.
