Il piano strategico del commercio adottato da Angarano e i suoi amici nell’ultimo consiglio comunale sta creando grossi disagi alla città e potrebbe essere il colpo di grazia definitivo alle attività produttive e allo sviluppo del territorio. In particolare, la norma che impone una superficie minima di 50 metri quadri, da destinare ai clienti per l’attività di somministrazione nell’ambito del centro antico della città, costituisce un ostacolo oggettivo e insormontabile per l’apertura di nuove attività e per il trasferimento della proprietà di quelle esistenti. Più precisamente, non soltanto verrà impedita l’apertura di nuovi esercizi, con conseguente deprezzamento del valore dei locali in tutto il centro cittadino, ma verrà radicalmente abbattuto il valore degli esercizi commerciali già avviati, che non potranno essere trasferiti.
Angarano promuova immediatamente la convocazione di un consiglio comunale monotematico per la rivisitazione del piano e la modifica dello stesso, almeno nella parte in cui irragionevolmente limita a 50 mq la superficie autorizzabile per le attività di somministrazione. Laddove non si proceda in questa ridiscussione e rivisitazione del punto, promuoverò con il mio impegno un’azione giudiziaria presso il TAR Puglia per impedire che il delitto di soppressione del commercio biscegliese venga portato alla sua cinica attuazione da questa amministrazione incapace e insensibile.
