Si prova spesso la sensazione che atti, delibere, documenti della pubblica amministrazione vengano redatti con formule ormai standardizzate e ripetute. Praticamente si fa spesso un copia-incolla, cambiando nomi e dati specifici degli interessati.
Succede anche con le sentenze dei giudici, solo che come ci ha mostrato un lettore, queste possono essere “copia-incollate” male sbagliando clamorosamente i nomi delle parti in causa. O meglio, riportando i nomi corretti in apertura del testo e poi mettendone altri in conclusione.
La sentenza, che non riproduciamo a tutela della privacy delle persone coinvolte, è del Tribunale di Trani, riguarda una causa di divorzio e decide su un ricorso del mese di marzo 2020. Nel copia-incolla sbagliato, viene riportata anche una data errata, risalente all’anno 2012.
