“Domenico Racanati è disperso da settimane, dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno del 2 aprile e la sua famiglia vive un dolore profondo aggravato da un senso di solitudine che non è accettabile.
Quando accadono tragedie come questa, lo Stato non può arretrare, non può farsi percepire distante. Deve esserci, con continuità, con trasparenza, con rispetto. Inaccettabile l’assenza di questi giorni.
Per questo ho voluto contattare personalmente il Capo della Protezione Civile Ciciliano, per avere aggiornamenti puntuali sulle operazioni di ricerca. È necessario mettere in campo ogni mezzo utile, senza esitazioni e senza ritardi. Gravissima la responsabilità di Anas e l’assenza dell’azienda con la famiglia aggiunge una crudeltà cinica che troviamo a dir poco vergognosa.
La famiglia ha diritto a sapere, ha diritto a risposte, ha diritto a sentire la presenza delle istituzioni. Non si può aggiungere all’angoscia per la scomparsa di un proprio caro anche il peso dell’incertezza e della mancanza di informazioni.
Noi non ci fermeremo finché non verrà fatto tutto il possibile per restituire Domenico ai suoi affetti. È una questione di dignità, di rispetto, di responsabilità pubblica.
Come senatori del Partito Democratico abbiamo presentato un’interrogazione ai Ministri competenti per conoscere lo stato delle ricerche e per chiedere interventi immediati sulla sicurezza delle infrastrutture. Il crollo del viadotto Trigno non può restare un episodio isolato: impone una verifica seria e urgente su ponti e viadotti, anche alla luce delle nuove condizioni climatiche.
Nessuna famiglia deve vivere quello che stanno vivendo i familiari di Domenico Racanati. Lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di essere all’altezza di questo dovere”. Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico.

