
«Quel Festival -afferma Napoletano- con il suo originale progetto umano e culturale, aveva fatto conoscere Bisceglie in tutto il bacino del Mediterraneo ed anche oltre. Oggi, tutti, per vari motivi, parlano del Mediterraneo: un tempo ne parlava soprattutto la Città di Bisceglie.
MINISTRI, AMBASCIATORI, SINDACI, POETI, CENTINAIA DI ARTISTI ITALIANI E STRANIERI, MIGLIAIA E MIGLIAIA DI SPETTATORI ERANO PRESENTI, IN ESTATE, NELLA NOSTRA CITTA’».
«GLI SPETTACOLI -puntualizza nella sua nota- ERANO RIGOROSAMENTE GRATUITI, le reti televisive locali, nazionali ed internazionali mandavano in onda servizi su Bisceglie.
SI AVEVA, PERFINO, DIFFICOLTA’ AD ACCEDERE ALLA NOSTRA LITORANEA. Le ricadute economiche (per negozi, alberghi, ristoranti), oltre che occupazionali, erano rilevanti».
«L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE -conclude l’ex primo cittadino – NON HA LE MEDESIME AMBIZIONI, per quanto, rispetto alle sagre paesane dei primi anni, abbia dato segnali di miglioramento.
I tempi sono tali che una manifestazione come il Festival dei Popoli Mediterranei, così unica nel suo genere, con il suo essere ponte di dialogo, avrebbe assunto un’importanza ancora maggiore. Lo hanno voluto accantonare, ma, prima o poi, sono certo che lo rifaremo!»
