
«Al caro amico e collega Pietro Casella ricordo semplicemente che, da circa 12 mesi, la querelle per alcune questioni insorte da reciproche dichiarazioni alla stampa è stata definita in modo consensuale con un atto che reca la firma congiunta di entrambi predisposta dallo stesso Casella (che mi implorò di sottoscrivere in modo congiunto) e che è stato depositato presso il Consiglio dell’Ordine di Bari. Tale atto, che mostriamo in foto in alto, dimostra la volontà di entrambi di rinunciare alle reciproche azioni». Così esordisce nella replica Spina.
Ed ancora: «A distanza di un anno che va trovando l’amico Casella?”. L’archiviazione delle reciproche querele è frutto quindi di un’evidente desistenza concordata da entrambi. Implorare un accordo e, a distanza di un anno, smentirne il contenuto può valere nel campo della brutta politica, che conosce meglio di me sicuramente l’amico Casella. Ma tra professionisti questo gioco non vale»
