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Scuola, l’obbligo di studiare dialetto e storia locale parla “biscegliese”. Iniziativa M5S

Ieri, l’on. Davide Galantino (Movimento 5 Stelle) ha presentato in Commissione Cultura della Camera dei Deputati la proposta, ideata dal collega Luca De Ceglia, di introdurre le lezioni di storia locale nei programmi scolastici. Ecco la nota diffusa da Roma, in cui il parlamentare biscegliese Galantino spiega le ragioni della sua interrogazione indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

“La Storia, già appellata magistra vitae, è elemento indispensabile nella conoscenza di ogni soggetto dotato di intelletto. Spesso però non si conoscono la storia locale, insieme ai costumi, alle tradizioni ed alla parlata, quando lingua minoritaria. In Puglia come nel resto d’Italia approfondire la storia locale potrebbe essere un elemento distintivo e di arricchimento per le diverse generazioni di studenti.

Si valorizzerebbero inoltre autori e storici locali in parallelo con la storiografia già oltremodo riconosciuta. Sono sempre più numerosi gli incontri extra curriculari su vari temi di storia del territorio che hanno luogo nelle scuole, anche a seguito del sollecito sull’importanza di tale tema da parte dello storico di Bisceglie (BT) Luca De Ceglia, autore di molteplici pubblicazioni sulla storia patria e ispettore archivistico onorario della Soprintendenza archivistica per la Puglia e la Basilicata per nomina ministeriale.

La comparazione tra le storie locali inter ed intra comunali della Penisola creerebbero un patrimonio indiscutibile ed unico, coadiuvato dalla valorizzazione dei siti Unesco che, in Italia, si trovano quasi in ogni Regione e per questo ho impegnato il Governo ad intraprendere un percorso per incentivare l’inserimento della storia locale nei programmi ufficiali di studio scolastici sin dall’anno scolastico 2020/2021”.

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