Gen. Preziosa: la pandemia ha scatenato una guerra economica, ecco chi sta attaccando Usa e Europa

Il vero problema del mondo occidentalizzato è l’inattesa (e inedita) collaborazione tra liberismo e Cina. Insieme – per esempio – sono riusciti a non far rieleggere Trump alla presidenza Usa. Tutto questo nonostante l’economia cinese, complice il Covid, stia mettendo alle corde quella occidentale. Insomma, gli equilibri mondiali, che un tempo pendevano dalla parte degli Usa (e di riflesso anche dell’Europa), si stanno livellando a favore di Cina, Russia e loro alleati.

Pandemia e economia

La pandemia, in buona sostanza, lo dimostrano i grafici stilati dai tecnici, sta consolidando il sistema economico Orientale. Il Nuovo e il Vecchio continente riusciranno a opporsi all’attacco sferrato da Xi Jinping e Putin? “La pandemia ha giovato di più a chi ha perso di meno nel corso di questa competizione strategica in atto. E sa chi ha perso di meno? Sono coloro che stanno gestendo il virus con una ‘strategia dei disastri’ migliore. Nella strategia della calamità si dice che ‘il disastro che colpisce una nazione – se è temporalmente limitato – non va ad alterare quello che sono i parametri economici e sociali di un popolo. Se però il disastro è durevole, i paesi che non hanno ancora risolto il problema avranno danni economici e sociali più importanti rispetto agli stati che in qualche modo riescono ad arginare l’infezione. E questo diventa chiaro quando ci si sofferma a valutare i dati prettamente economici”, ha detto a Tiscali News l’ex numero 1 dell’Aeronautica, il generale Pasquale Preziosa.

La crisi dell’Occidente

Nella crisi finanziaria del 2008 il prodotto interno lordo (Pil) dell’Occidente è sceso in media dal 3 al 5%. “L’impatto del coronavirus sugli Usa è altamente recessivo: la pandemia ha introdotto un danno doppio rispetto alla crisi del 2008. I loro competitori strategici, in particolare Cina e Russia, non hanno invece mai avuto segni meno: nel 2008 la Cina – per esempio – aveva un tasso di crescita del 3,5%, con la pandemia quel segno è ancora più”, ha detto il Generale. Le differenti velocità di avanzamento delle economie in costanza di pandemia stanno producendo una accelerazione dei processi di competizione su chi vorrebbe, con una nuova leadership, influenzare il governo mondiale. I numeri non mentono. “Si vede una linearità della Cina verso l’alto e una linea spezzata, ma verso il basso, per quanto riguarda l’Occidente. La linea europea è purtroppo molto più discendente di quella americana”, ha affermato Pasquale Preziosa.

Cina e Russia tentano il sorpasso

La pandemia ha accelerato il regresso delle economie Usa e Ue. “La Cina stava già crescendo, l’incremento è proseguito anche con l’attuale situazione sanitaria”. Usa e Europa possono pensare di rovesciare in breve tempo questa situazione? “Occorre salvaguardare la salute pubblica, che tutto sommato è quella che ha l’impatto maggiore; l’Italia, solo per fare un esempio non ha ancora trovato una soluzione specifica per poter venire fuori dall’impasse”, ha spiegato ancora Preziosa. In particolare, perché l’economia occidentale possa tornare a correre occorre ottenere risultati importanti anche sulla situazione climatica.  “L’Ue ha detto che se entro il 2050 non ridurremo le emissioni a zero i dati sul clima saranno devastanti, e allora anche la situazione economica potrebbe gradualmente – ma in modo incontrovertibile – diventare drammatica”. Per scongiurare i rischi annessi e connessi al clima che cosa devono fare Usa e Ue? “Devono prima di tutto trovare una soluzione comune per uscire dalla morsa della pandemia; gli Usa ci stanno riuscendo con un piano vaccinale ampio, ma soprattutto possono vantare una tecnologia capace di adattare velocemente i vaccini alle esigenze”.

L’Europa è in ritardo

L’Europa è in ritardo. “Non ha una tecnologia disponibile subito e ha meccanismi troppo elaborati per definire un piano comune anti virus. Questo vuol dire che più tempo si resta ostaggi di Covid 19 più il debito sale, così risollevare l’asticella dell’Occidente potrebbe diventare un’opera ciclopica. Nell’insieme però si può dire che il rapporto transatlantico è stato rafforzato dalla pandemia un atto”, ha sostenuto l’ex militare. Solo mettendo insieme i valori e la condivisione di alcuni scenari (pandemia, economia, clima) si può riuscire ad arginare la crescita dei concorrenti. “Va comunque ricordato che a Davos Xi Jinping ha ribadito che la Cina non frenerà la sua corsa verso il progresso”. Va anche analizzato il quadro tecnologico di Cina e Russia. “Va loro dato atto che nell’esplorazione dell’Universo (Luna e Marte in primis) si stanno dimostrando protagonisti in assoluto. Da questo punto di vista è in ogni caso necessario mettere in risalto anche i progressi fatti dai Paesi Arabi Uniti”, ha detto Preziosa.

Le colpe di Donald Trump

Le misure prese da Trump hanno trascinato verso il fondo l’economia occidentale. Per risorgere è necessario frenare il treno cinese? “Certo che no: è l’Europa che deve accelerare, perché ha ancora la capacità di poterlo fare. Più il tempo passa però più queste capacità potrebbero diventare vetuste. Bisogna anche porre in rilievo il gap registrato da Usa e Ue nell’ambito della Difesa: Cina e Russia sono riusciti a costruire un aereo ipersonico che può fare il giro della terra in poco più di mezzora. La tecnologia la si conosceva, ma sinora non era stata sviluppata. Oggi la velocità è tutto, nelle vicende militari è sostanza”, ha spiegato il generale.

La tecnologia militare

Il confronto va fatto – ovviamente – in contesti simmetrici non asimmetrici (terrorismo o quant’altro). “Il presidente Putin ha detto che la Russia ha raggiunto in questo settore una tecnologia ineguagliabile. E ha anche affermato di avere tecnologie capaci – addirittura – di contrastare un attacco ipersonico. Questo ha reso obsoleto il sistema anti missilistico americano”. Cina e Russia hanno capacità militari che l’occidente non ha. “Gli Usa (in questo caso l’Europa è ultima) stanno inseguendo un gap tecno-militare enorme. La pandemia in corso ha – dunque – avvantaggiato Cina e Russia, per contrastare il nuovo potere, Usa e Europa devono lavorare insieme per mettere in atto strategie in grado di riportare in alto quelli che sono i valori della nostra civiltà, ma anche per conservare il primato del dollaro, che da molti anni  che – con il 40% di contratti internazionali – è la moneta di riferimento dei risparmiatori e degli investitori in tutto il mondo”.

“Non male neppure l’Euro che ne gestisce il 38%. Le altre monete si accontentano del residuo”, ha concluso Pasquale Preziosa. Dunque, la nuova guerra non si combatterà solo mostrando le armi ma nelle Borse di tutto il mondo.

Paolo Salvatore Orrù

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