Tengo famiglia e pure ambizioni, la targa a Pertini può restare

31 Agosto 2017 0 Di ladiretta1993

Tra le voci fuori dal coro, durante questa settimana ipocrita che ha costretto la città di Bisceglie ad accettare una targa fuori da una scuola, la 167, dedicata a Sandro Pertini, personaggio ricordato dai più giovani come Presidente della Repubblica ma dai più anziani come mandante di diversi omicidi per fucilazione (alcuni dei quali raccontati dalle colonne di questo giornale), non abbiamo sentito quelle dei politici che si richiamano ai valori della destra sociale.

In verità, non abbiamo ascoltato neppure quelle voci di politici che si richiamano ai valori della destra più generica. E neanche del centrodestra. I due esponenti più rappresentativi che in passato Bisceglie avesse annoverato nelle fila della destra sociale, ora sono uno incollato culo e camicia col Pd e con il Sindaco Spina, l’altro ad organizzarsi per la campagna elettorale, a stringere alleanze e accordi, a cercarsi candidati da mettere in lista.

Qualche giorno fa, non lo nego, gliel’ho “scritto in faccia”, su whatsapp: «Dici qualcosa di destra, non parli più questa lingua». Ha letto. Non ha risposto.

Non parla più la lingua di Almirante, dopo aver vissuto 30 anni in quelle stanze di partito. Sulla scuola Pertini solo io e Gianpaolo Santoro abbiamo urlato. E tutto questo mi ferisce.  Mi fa comprendere come anche i più alti valori della Politica, le radici, le ideologie abbiano ceduto il terreno ad ambizioni, poltrone, carriere politiche e successi. Ma la destra sociale era altro. E’ altro. E’ scendere per strada e prendersi cura dei problemi della gente, è farsi portavoce dei problemi della gente. Col megafono, con una bancarella attrezzata su due tavolozze, mezza bandiera, per la strada, sotto la pioggia.

Ed è, probabilmente, per questi motivi che mi trovo più in sintonia con i militanti della sinistra più a sinistra. Perchè anche loro prendono l’impegno Politico per quello che è, e che dovrebbe rappresentare. Nonostante alcune divergenze, sono più uomini.

Povero Arena che guarda impietosito questa gente da lassù, quel che resta del suo gregge a Bisceglie.

 

MAURIZIO RANA