“Lo chiamerò Andrea” – Evento I.I.S.S. “Cosmai” per la Giornata contro la violenza sulle donne

L’auditorium dell’Istituto Professionale “Sergio Cosmai” è gremito di studenti delle classi quarte e quinte. Orme di donna accompagnano dall’ingresso della scuola al palco, nella sala. Le sedie centrali sono occupate da drappi rossi e nomi, nomi di donne uccise da uomini.

Curiosità. Si respira nel tono basso delle voci dei quasi 200 ragazzi in attesa.

Sul palco uno striscione – “Neanche con un dito” – e un albero costellato di farfalle rosse; un’intera parete è ricoperta da una installazione: fotografie, disegni, frasi; un paravento occupa il lato opposto.

Le luci si abbassano.

Silenzio.

Solo una luce accesa, dietro il séparé.

Il professor Giovanni Salvemini dà inizio all’intervista. La voce bassa di Maria risponde, calma, ferma, risoluta. Racconta una storia spietata, senza lieto fine, perché non si è ancora conclusa: Maria – è uno pseudonimo – ha denunciato il suo aggressore, l’uomo che la “amava”, e la causa è ancora aperta.

I ragazzi, nella penombra della sala, ascoltano partecipi.

Ecco il racconto della mattinata e le riflessioni di Chiara Dell’Olio, classe 5^DS:

«Oggi, 27 novembre 2018, noi ragazzi dell’I.I.S.S. “Sergio Cosmai” di Bisceglie, abbiamo partecipato all’evento “Lo chiamerò Andrea” per la ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La donna che raccontava la sua esperienza di violenza subita, era nascosta dietro un separé e aveva un nome finto, cioè Maria, per non farsi riconoscere, e un nostro professore le poneva delle domande.

Lei ha iniziato a raccontare: sua madre le diceva che doveva sposarsi, perché non sarebbe mai stata indipendente da sola. Conclusa la scuola ha iniziato a lavorare. Proprio in quegli anni ha conosciuto un uomo, a cui lei piaceva, e hanno iniziato una relazione. Un giorno decise di alzarsi alle 3 di mattina per seguire una processione con i suoi parenti, il suo compagno le telefonò, chiedendole dove fosse: a lei sembrava normale che lui la controllasse continuamente. Quando si incontrarono lui le diede uno schiaffo, a cui seguirono scuse da parte di lui e fiori. Maria lo perdonò, pensando che fosse lei ad aver sbagliato. Successivamente decisero di fare un viaggio insieme e lei, durante questa vacanza, per caso sulla spiaggia si era sdraiata accanto ad un altro ragazzo. Una volta tornati in camera, mentre lei era sotto la doccia, il suo ragazzo la colpì ripetutamente con un asciugamano bagnato, lasciandole lividi su tutto il corpo.

Io credo che una mamma non dovrebbe dire ad una figlia che ha bisogno necessariamente di un uomo per essere felice.

Inoltre io avrei lasciato questo ragazzo già al primo segno di violenza, perché lui non è nessuno per violare la mia libertà, e non avrei aspettato che si fosse ripetuta una seconda, terza, quarta violenza.

Maria è infine riuscita a denunciare l’accaduto ai carabinieri, ma prima ancora al centro anti violenza. In questo centro anti violenza lavora una équipe formata da avvocati, educatori, psicologi  che collaborano nella ricerca di una soluzione alle situazioni drammatiche vissute da queste donne.

La sociologa del centro, Valentina Palmieri, durante l’incontro ci ha parlato di femminicidio. L’avvocato Marinetta Di Gravina ha detto che loro sono disponibili per parlare, per confrontarsi, per offrire aiuto in qualsiasi momento.

Ritengo che questo centro sia utile per le donne che sono vittime di violenza, anche per ragazze che non vogliono denunciare ciò che le accade, che possono farsi accompagnare da amiche o genitori; inoltre l’equipe di supporto ha un cellulare reperibile a tutte le ore, che al suo interno ci sono figure competenti sul campo per aiuto e supporto.»

Insieme alle prof.sse Pasqua Parrella e Carmen Tesoro, gli alunni delle classi 4^DS e 5^DS hanno allestito i corridoi e l’auditorium della scuola, coinvolgendo alunni di tutte le altre classi. La prof.ssa Giuseppina Amoruso e il prof. Salvemini hanno organizzato e coordinato l’evento. Sono intervenute l’avv. Caterina Tattoli, che ha prestato la sua voce e la sua emozione a Maria; Alfredo (pseudonimo di un alunno della sezione carceraria di Trani), che ha dato parole e voce all’attuale compagno di Maria; l’avv. Marinetta Di Gravina e la dott.ssa Valentina Palmieri del centro anti-violenza di Bisceglie-Trani. Hanno partecipato all’incontro e portato i graditi saluti dell’Amministrazione gli assessori (ma forse dovremmo dire “le assessore”) Roberta Rigante e Vittoria Sasso. L’evento fa parte della serie di attività promosse e patrocinate dal Comune di Bisceglie, in collaborazione con i tre Istituti di istruzione secondaria superiore della nostra città, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

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