Il pesce era scaduto (anche dal 2010), operazione della Guardia Costiera

C’era anche pesce scaduto addirittura nel 2010, spacchettato, rietichettato e pronto per essere venduto a ignari consumatori in vista delle festività di Natale o di Capodanno. La Guardia costiera l’ha intercettato e sequestrato in depositi di Bisceglie, in Puglia. In un altro caso era pesce scaduto nel 2013, scoperto in depositi siciliani, a Sciacca, Porto Empedocle, Palermo. Sono due dei numerosi episodi di frode alimentare scoperti nel corso di una complessa operazione, nome in codice “Confine illegale”, condotta in tutta Italia dal Comando generale delle Capitanerie di porto e Guardia costiera e illustrata oggi pomeriggio con una conferenza stampa tenuta a bordo della nave d’altura “Gregoretti” della Guardia costiera ormeggiata nel porto di Civitavecchia.

A bordo, in vista su alcuni cassoni, una minima parte del pesce sequestrato. Operazione che complessivamente ha portato al sequestro di oltre 80 tonnellate di prodotto ittico, di 290 attrezzi da pesca, a 562 procedimenti di sequestro, 44 sanzioni penali, 702 sanzioni amministrative, alla chiusura di 5 esercizi commerciali e a sanzioni per 1,4 milioni di euro.

Nell’intero 2018 sono state oltre 120 mila le verifiche, sia in mare che lungo la filiera commerciale del pesce, da parte della Guardia costiera, con oltre 5.600 sanzioni tra amministrative e penali per un importo di circa 11,5 milioni di euro ed il sequestro di oltre 400 tonnellate di prodotto proveniente, per un terzo, da piattaforme logistiche e centri all’ingrosso che commerciano principalmente prodotto non nazionale. (AGI)

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