L’Amministrazione Angarano censura l’Albo Pretorio? Pronto ricorso al Tar

Riceviamo e pubblichiamo dall’amico Pasquale Caprioli, che spesso collabora con la nostra testata, questo interessantissimo testo di interesse pubblico:
Da circa un mese gli atti dell’albo pretorio vengono oscurati dopo il periodo d’affissione di 15 giorni. Non è ben chiaro quale criterio normativo abbia adottato il nuovo segretario comunale per oscurarne la visione. Ho chiesto un accesso agli atti per leggere le motivazioni del provvedimento, infatti non mi è riuscito di reperlo sull’albo.
Non riesco a trovarlo per mia dabbenagine? Non è stato pubblicato? Non esiste? Propendo per la terza ipotesi. In soldoni il D.lgs 97/2016 detto FOIA, trasformava le esigenze di riservatezza, segretezza e tutela di determinati interessi pubblici e privati nell’eccezione alla regola. Ovvero bisognava pubblicare il più possibile anche in maniera proattiva e di questo ne troviamo traccia nella circolare della PA n. 2/2017, per evitare di ingolfare gli uffici con richieste di accesso altrimenti evitabili. Il predetto D.lgs prevedeva la pubblicazione degli atti per cinque anni dopo il periodo di affissione quindicinale. Ovviamente il tutto tenendo conto dei dati sensibili degli individui.
Non è ben chiaro quello che sia successo da un mese a questa parte, o meglio non ci sono notizie ufficiali, perchè dagli ambienti comunali trapelano voci che danno per certo l’intervento della famigerata normativa GDPR.
Sempre rimanendo nel campo delle ipotesi, almeno fino a quando non avremo una versione ufficiale, che sarebbe dovuta già arrivare di spontanea iniziativa visto il carattere della materia trattata, provo dare la mia versione. Credo che il segretario abbia inteso l’indicazione del GDPR di dare un termine di “OBLIO” ai dati sensibili, come un dictat da applicare a tutti i documenti presenti. Di fatto il D.lgs 97/2016 viene completamente scavalcato applicando la norma anche ad atti che non contengono dati sensibili.
Viene fuori che l’ordinanza n. 74 del 12/4/2018 che istituisce il senso unico in Via A. Capitini (BiMarmi) è soggetta ad oscuramento per effetto del GDPR. Mi viene da chiedere che interesse abbia il filosofo perugino nel nascondere che sulla strada a lui dedicata si procede a senso unico. Detto francamente a me questo sembra un espediente per censurare notizie scomode all’Amministrazione. E poi ci lamentavamo del sindaco Spina (sic!).
In conclusione appena il segretario mi invierà il provvedimento, sulla base di esso potrò ricorrere al TAR contro tale decisione. Proverò ad usare il nuovo strumento del MINI UPR, nel caso non venisse accettato dovrò incaricare un legale, e in tal caso se qualche cittadino di buon cuore volesse contribuire alle spese, mi contatti in privato.
Pasquale Caprioli