Pd, polemica sui dati di voto nei circoli. La protesta di Boccia.

La matematica non è un opinione ma i dati parziali sì. Nell’ultimo giorno di voto nei circoli per definire chi saranno i tre candidati che accederanno alla primarie del 3 marzo la polemica all’interno del Partito Democratico impazza.

Pd, i dati parziali nei circoli premiano Nicola Zingaretti

Secondo quando trapela davanti a tutti ci sarebbe Nicola Zingaretti con circa il 50% dei voti. Il presidente della commissione nazionale per il Congresso, Gianni Dal Moro, getta però acqua sul fuoco. “Dispiace constatare ancora una volta che a seggi aperti continua il balletto di cifre sui media, dati distorti rispetto all’attuale realtà e falsi nella sua rappresentazione, senza nessuna ufficiosità né tanto meno ufficialità”, dichiara.

I sostenitori di Martina puntano il dito contro il governatore del Lazio

Secondo i sostenitori di Maurizio Martina la ‘manina’ dietro la fuoriuscita dei dati sarebbe proprio quella degli appartenenti alla mozione del governatore del Lazio. “Mi permetto di sottolineare ancora una volta che mi preoccupa un’idea di partito così, da parte di chi sostiene Zingaretti. Quale rispetto si ha per gli iscritti? Se si inventano numeri a caso come è successo dal Veneto alla Sicilia non si fa un bel servizio al Pd. A costo di non avere tabelle false sui giornali noi non partecipiamo a questo gioco al ribasso”, tuona Simona Malpezziportavoce della mozione Martina.

Il Pd si spacca, è polemica sul voto

Anche dall’entourage di Francesco Boccia arrivano reazioni dure: “Con questo comportamento arrogante e scorretto potranno forse conquistare un titolo in più ma non si ricostruisce così un PD nuovo e discontinuo rispetto al passato”, il pensiero di Umberto Marroni.

Una donna al comando del Pd in caso di vittoria di Martina

I principali duellanti, dal canto loro, preferiscono tenere un profilo più basso senza dare adito ad ulteriori schermaglie fra le opposte fazioni. “A me interessa il sostegno dei nostri elettori, non tatticismi esasperati e opportunismi. Il congresso si fa con la politica, non con la matematica e basta. Andiamo liberi al confronto con i cittadini e daremo più forza al Pd”,il pensiero di Martina. L’ex reggente dei dem poi annuncia che, in caso di vittoria, “una donna sarà presidente del Pd”.

Minniti punta su Zingaretti

Zingaretti, dal canto suo, preferisce farà un richiamo all’unità contro il partito delle correnti ed incassa l’appoggio di Marco Minniti“Pur stimando tutti i candidati. è cruciale che ci sia un esito chiaro e indiscutibile. Mi impegno perché alle primarie del 3 marzo ci sia il massimo della partecipazione e quindi un segretario che superi il 50%”, dice l’ex ministro degli Interni. Una figura che corrisponde proprio allo stesso Zingaretti.

(LaPresse/di Andrea Capello)

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