Unimpresa: il nuovo mercato mensile a Bisceglie distruggerebbe quello del martedì

15 Aprile 2019 0 Di ladiretta1993

Sulla bozza segreta di quello che vorrebbe solamente e lontanamente apparire un Documento Strategico del Commercio, privato della sua essenza sostanziale, unicamente indirizzato a mascherare un’iniziativa che già sta facendo discutere, si parla della istituzione di un nuovo mercato a Bisceglie. Un caso più unico che raro che contrasta con la necessità, invece, di porre riparo alle tante incongruenze vissute ogni martedì dai concessionari di posteggio del mercato settimanale che non sono tutti i privilegiati della Piazza Grande.

Come se non bastassero i già tantissimi problemi collegati al mercato settimanale del martedì, in cerca da decenni di una riqualificazione che non arriva e persino vittima di un’altra mannaia che si abbatte sull’area polifunzionale il cui destino burocratico sarebbe ancora ignoto; come se non bastassero tutti i problemi che attanagliano il piccolo commercio biscegliese in fortissima crisi, anche di identità, ecco che spunta il coniglio dal cilindretto.

Un nuovo mercato mensile a Bisceglie.

Per quale finalità? Per “accontentare” quale esigenza? Quale richiesta? Quale lobby di assennati strateghi?

E’ vero che un cerchio, a Bisceglie, si sta definitivamente chiudendo e che le “cattive abitudini” stanno per essere definitivamente “corrette”, dopo gli ultimi scampoli di sperimentazioni farlocche e preorganizzate in spregio della legge, trovando persino adulatori che si compiacciono del delitto della Democrazia e della Legalità, in una città che si è rinchiusa in se stessa ignorando tutto ciò che esiste attorno ad essa, con la conseguenza di aver visto progressivamente aumentare un processo di desertificazione che sta portando anche i cittadini biscegliesi a consumare e spendere in negozi delle città vicine. E’ vero pure che Bisceglie è stata la città che più ha subito, accanto a quella di Molfetta, l’aggressione di quell’enorme centro commerciale che le Associazioni di Categoria, “storiche” e sedicenti ”Rappresentative” non hanno mai contrastato, né fatto neppure finta di farlo, regalando una “serenità”  e “silenzi” auspicati da quella grande distribuzione distruttiva che addirittura oggi alimenterebbe, secondo la legge voluta a tavolino, i fondi destinati ai Distretti Urbani del Commercio, sempre gestiti dalle “sedicenti”, che già in passato, proprio a Molfetta, sottoscrivevano accordi per gestire, sempre per conto dei piccolo commercianti a fare da pannelli parasole, fondi che avrebbero dovuto risuscitare il piccolo commercio distrutto a Molfetta ma che sarebbero serviti ad altro se non al nulla. Se è vero che i problemi di Bisceglie sono di tale portata e di tale gravità, un intero consiglio comunale, un intera classe politica e pure dirigente si starebbe concentrando sulla istituzione di un nuovo mercato mensile e solo su quello, a quanto pare?

Appare del tutto riduttivo e sempliciotto portare il livello della discussione politica, in una città prolifera di personalità politiche di tutto rispetto e di portata internazionale, alla discussione globale su un nuovo mercato mensile che distruggerebbe quello settimanale del martedì già in fortissima crisi, creando una profonda ingiustizia con qualche decina di privilegiati a vendere nel mercato di primo livello in Piazza, senza uno straccio di concessione, in un’area abusiva neppure destinata a mercato, rishciando di beccarsi ogni domenica multe per migliaia di euro e tutti gli altri tra le strade dell’attuale area mercatale, in un mercato settimanale spesso invaso da immondizia fin sopra ai furgoni, come documetato e registrato nel recente passato e a conoscenza dei pubblici amministratori.

Appare del tutto curioso che oggi e solo oggi, di fronte alla rottura del giocattolo, si voglia correre ai ripari navigando tra le norme regionali e quelle (scadute) comunali per trovare un’ancora di salvezza per chi con la politica non solo ci va a braccetto, nelle urne e nei ristoranti ma ci andrà anche in Paradiso. Appare del tutto ingenuo continuare a pensare che dall’altra parte ci siano gli stolti, i distratti e persone disposte ad essere prese per i fondelli da architetti della strategia e da chi è abituato a sentirsi sempre protetto da una bandierina partitica, politica o polisindacale. Appare del tutto ingenuo, fortemente ingenuo e soprattutto demoralizzante pensare e credere che il livello della politica possa arrivare a tanto; che possa arrivare a sminuire il senso delle istituzioni ben sapendo quello che si sarebbe consumato finora e addirittura pretendendo di continuare sulla strada sbagliata, a discapito delle prerogative di un’intera categoria.

Le rassicurazioni dell’attuale amministrazione comunale che avrebbe intenzione di intraprendere un percorso diverso, profondamente e radicalmente diverso, sono apprezzate dall’intero Settore del piccolo commercio stanco di continuare a veder consumarsi, nel proprio nome e per proprio conto, continue violazioni. Una strada nuova che infastidisce? Che irrita? Che solleva gli scudi di chi ha avuto una pessima educazione sindacale credendo che l’appartenenza sia sinonimo di immunità? Forse nulla o forse tutto di questo ma sicuramente un processo di cambiamento è stato avviato ed ora quel processo deve far riflettere su quanto accaduto e su come le cose dovranno procedere d’ora innanzi, anche a Bisceglie dove il dossier ha ampiamente superato lo spessore degli anelli argentati e dove il consiglio comunale potrebbe anche, responsabilmente, cominciare a chiedere di verificare cosa sia accaduto sino ad oggi, e non solo in riferimento a quella tipologia di attività, sempre su aree pubbliche ed oltre.

Il dibattito è aperto, apertissimo e noi siamo qui.

 

 

 

 

Ufficio di Presidenza

UNIBAT

(foto: lastampa)

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