Amendolagine (M5S) abbandona la prima Commissione Consiliare

Durante l’ultimo Consiglio Comunale ho annunciato che non parteciperò più ai lavori della Prima Commissione Consiliare.
Ve ne voglio spiegare i motivi.

Uno. Più volte ho ribadito come la Commissione abbia fino a oggi svolto attività istruttorie inefficaci, poiché nè i regolamenti approvati nè le sue deliberazioni si sono trasformati in punti all’ordine del giorno in Consiglio Comunale o in delibere di Giunta. La responsabilità politico-istituzionale di questa situazione è dei componenti di maggioranza della Commissione e del presidente. È il caso, ad esempio, della proposta di regolamento sui patti di collaborazione e delle proposte di potenziamento dell’avvocatura comunale: entrambe ancora nelle sabbie mobili della Commissione.

Due. Non ritengo più autorevole il profilo del presidente della Commissione che ha dimostrato di non essere più una figura di garanzia, come è emerso dalla gestione della vicenda delle presunte “spese pazze” per missioni di ex amministratori del Comune.

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti: il consigliere Giuseppe Losapio, anche presidente della Commissione, ha tutto il diritto di fruire del dispositivo dell’accesso agli atti a fini di controllo e verifica dell’uso delle risorse pubbliche. Ma, se avesse rilevato presunti estremi di reato, avrebbe dovuto esercitare compiutamente le sue prerogative presentando un esposto documentato alla Corte dei Conti o alla Procura. Invece, la vicenda si è trasformata in un mero scoop giornalistico che ha, tra l’altro, individuato un bersaglio parziale. Infatti, quelle spese rendicontate sembrerebbero essere riconducibili non solo al consigliere Spina, ma anche a un numero più ampio di beneficiari. C’è di più: quelle spese sono state verificate, autorizzate e liquidate da qualche dirigente comunale. Quindi, oltre all’eventuale responsabilità degli ex amministratori che avrebbero usufruito di rimborsi “gonfiati” – fatti che non si accertano sui media – ci sarebbero anche da approfondire le responsabilità amministrative dei dirigenti preposti.

Piccolo deja-vù (sollecitato addirittura da Angarano nel Consiglio comunale di ieri): a Roma, quando Marino era sindaco, furono proprio i 5 Stelle a utilizzare l’accesso agli atti per verificare le presunte “spese pazze” delle missioni del Sindaco, ma in quell’occasione i documenti recuperati furono oggetto di denuncia alle autorità giudiziarie, non di “imbeccate” ai giornalisti.

Oltre a me, anche altri due consiglieri di opposizione hanno annunciato che non parteciperanno più alle riunioni della Commissione: ciò significa che la Prima Commissione consiliare non avrà più il numero legale per riunursi. Poco male, visti gli scarsi risultati prodotti fino ad ora.

 

Vincenzo Amendolagine

Portavoce M5S Bisceglie

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