Ospedale, Spina: «Pieno mandato al Sindaco per difendere il nostro “punto nascita”»

Durante il consiglio comunale di ieri, le forze politiche si sono sforzate di trovare un’intesa unitaria sull’approccio istituzionale del comune di Bisceglie e del sindaco alla grave situazione relativa alla eventualità di perdere il “punto nascita” dell’ospedale civile biscegliese Vittorio Emanuele II.
Ho voluto nel mio intervento ringraziare quei rappresentanti sindacali, quegli operatori e quei politici che hanno in questi giorni dato atto della crescita esponenziale dell’Ospedale di Bisceglie durante il mio mandato di sindaco: unanimemente si è riconosciuto che Bisceglie ha strutture, reparti e qualità di servizi che lo rendono assolutamente idoneo ed adeguato a Ospedale di Primo Livello. Anche coloro che negli anni scorsi attaccavano pretestuosamente e volgarmente la mia amministrazione, di fronte all’evidenza dei fatti e alla necessità di difendere l’interesse generale della nostra comunità, hanno dovuto prendere atto pubblicamente dei grandi risultati degli anni scorsi. La debolezza e il disorientamento dovuto fisiologicamente al cambio di amministrazione hanno creato i presupposti perché il ministero imponesse perentoriamente il rispetto rigoroso dei parametri relativi al “punto nascita” con la conseguente soppressione avvenuta nel piano di riordino regionale. Ci si doveva muovere prima! Già agli inizi del 2019 il sindaco avrebbe dovuto sollecitare una riunione del consiglio comunale come quella di ieri, prima dell’adozione della delibera di riordino. In ogni caso, la coesione del consiglio comunale di ieri fa ben sperare per il futuro. Abbiamo dato pieno mandato al sindaco di adottare qualsiasi iniziativa che noi sosterremo al di là di ogni logica politica e di parte. Bisceglie sarà unita e difenderà i grandi risultati ottenuti negli anni scorsi, grazie anche ad una grande attenzione per la sanità locale della Regione Puglia che ieri, attraverso la presenza diretta del governatore Emiliano, ha rinnovato l’impegno per difendere il “punto nascita” e l’intero ospedale rispetto a quelli che sono parametri e numeri aridi e insignificanti quando si parla di salute e della vita dei cittadini.

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