Unipuglia: nessuna speculazione sui prezzi da parte dei fruttivendoli

Uno dei temi delicati che riguardano il commercio ai tempi del Coronavirus è legato all’andamento dei prezzi negli esercizi commerciali. Anche in occasione di questa emergenza il dito viene puntato contro gli esercizi di vendita al dettaglio di frutta e soprattutto di ortaggi. In realtà i consumatori, specie nei primi dieci giorni di provvedimenti restrittivi a causa del Covi-19 in Italia, hanno manifestato la loro preoccupazione per gli aumenti dei prezzi di vendita al dettaglio dei suddetti prodotti di largo consumo.

A prendere le difese della Categoria dei fruttivendoli è il Presidente UNIPUGLIA, l’andriese Savino Montaruli, che ha dichiarato: “più il tempo passa più ci rendiamo conto di quanto questa emergenza sanitaria ma anche economica sia di portata inimmaginabile, con conseguenze che ad oggi davvero sono ancora ignote nella loro portata storica. Altro che recessione, il nostro Paese si troverà di fronte ad una ripartenza del tutto stravolgente, anche nei rapporti umani e sociali fortemente compromessi per una nazione, qual è l’Italia, che stava fondando l’intera sua visione di sviluppo sul Turismo e proprio sul Valore dell’Accoglienza, dell’essere italiani e della socializzazione che sono propri quei valori messi seriamente a rischio da questa pandemia. Tornando alla questione degli aumenti dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli sento il dovere di affermare con fermezza e cognizione quanto alto sia il sacrificio, in questo momento, che stanno sostenendo le micro e piccole imprese del nostro Paese. Nessuna speculazione sui prezzi al consumo. In realtà l’aumento di tali beni c’è stato e c’è ancora oggi, seppur in maniera minore a partire da questa settimana. Quegli aumenti opportunamente fatti notare dai consumatori ci sono stati con punte che hanno anche superato il 30/40% in più rispetto alle settimane precedenti. Dal prezzo delle patate fino a quello di pomodori, peperoni, zucchine e melanzane fino alla frutta di stagione. I fruttivendoli, fatture alla mano, dimostrano che gli aumenti ci sono in origine quindi nei mercati generali dove i grossisti hanno elaborato una revisione dei prezzi in aumento con conseguenze per l’intera catena della distribuzione al dettaglio.

Siamo in presenza di una domanda che si sta mantenendo pressoché costante e che trova negli esercizi di vicinato un servizio sempre operativo ed al top per qualità e cortesia. Proprio per mantenere sempre ad un livello ottimale il rapporto con la clientela i fruttivendoli sono spesso costretti ad applicare un margine di ricarico, da sottoporre a tassazione, quasi irrisorio con conseguenze che spesso rappresentano delle vere e proprie perdite. Nessuna speculazione, dunque, ma senso di responsabilità da parte degli esercenti al dettaglio i quali sono davvero l’ultimo anello di una catena che spesso vede prevalere meccanismi non sottoposti al controllo quindi sfuggono di mano mettendo in evidenza solo l’anello più debole di quella catena che ora rischia dei spezzarsi definitivamente, con conseguenze funeste per un Paese fragile qual è l’Italia in questo momento.” – ha concluso Montaruli di UNIPUGLIA.

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