Coronavirus, nuovo decreto: arrivano multe “salate” per chi non resta in casa

“Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto urgente per continuare a contrastare il Coronavirus – ha scritto su Facebook il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro – È di vitale importanza rispettare le regole affinché si possa arginare il contagio e porre fine all’emergenza. Per questo abbiamo introdotto delle sanzioni nel caso di violazione delle norme: una misura rigorosa e necessaria perché la priorità è tutelare la salute di tutti i cittadini”.

“Il Paese sta attraversando una fase estremamente critica che per essere superata al più presto – aggiunge – richiede grandi sacrifici. Chi non osserva le disposizioni introdotte rischia di renderli vani e noi non possiamo permettere che ciò avvenga. Gli imprenditori, i lavoratori, le famiglie stanno fronteggiando ogni giorno la crisi del Coronavirus e il Governo ha messo in campo tutti gli strumenti per supportarli, ma c’è bisogno della responsabilità di ogni singolo cittadino. Lo dobbiamo a chi combatte questa guerra in trincea, dalla sanità alle forze dell’ordine, dai servizi essenziali all’Esercito. È per rispetto nei confronti del loro straordinario impegno che servono misure atte a garantire la stretta osservanza delle norme“.

“Il Governo sta lavorando costantemente per fornire i rinforzi a chi è in prima linea a partire dai dispositivi di protezione individuale come le mascherine che inizieremo a produrre in Italia, mentre dall’estero ne arrivano a milioni ogni giorno. La disponibilità della terapia intensiva è aumentata del 64% e i posti letto sono quadruplicati. Il sistema-Paese sta reagendo con grande forza e spirito di squadra, noi continueremo a fare tutto ciò che è necessario per superare la crisi sanitaria, sociale ed economica e far ripartire l’Italia. Con il contributo di tutti ce la faremo. Restiamo a casa per restare uniti”, conclude Fraccaro.

BANCHE: Sara’ possibile recarsi in banca soltanto su appuntamento su tutto il territorio nazionale. E’ questa, a quanto si apprende, la soluzione trovata al tavolo tra Abi e sindacati.

 

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