Goletta Verde,14 impianti depurazione Puglia irregolari. Campionato anche impianto Bisceglie

Goletta Verde,14 impianti depurazione Puglia irregolari. Campionato anche impianto Bisceglie

7 Agosto 2020 0 Di ladiretta1993

Sono 34 gli impianti di depurazione che nel 2019 sono risultati non conformi alla direttiva comunitaria relativa trattamento delle acque reflue urbane. È quanto ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta a Bari, Legambiente Puglia illustrando i dati sullo stato di salute dei 185 depuratori pugliesi e sul monitoraggio delle foci fluviali e degli scarichi in battigia svolto da Arpa Puglia e Guardia costiera – direzione Marittima di Bari. Dei 185 impianti di depurazione in esercizio a servizio degli agglomerati pugliesi, 181 sono gestiti da Acquedotto pugliese mentre 4 direttamente dai comuni e sono Biccari, Lesina Marina, Sannicandro Garganico-Torre Mileto e Volturara Appula. Dei 34 impianti non conformi al provvedimento comunitario, 5 erano interessati da lavori in corso “plausibile un decremento dell’efficienza depurativa”, spiega l’associazione ambientalista. Su 5 dei restanti 29 sono stati programmati interventi di adeguamento/potenziamento e gli stessi risultano in corso di progettazione, uno sara’ dismesso mentre un altro e’ stato dismesso nel luglio dell’anno scorso. I restanti 22 saranno sottoposti a manutenzione straordinaria in attesa di definire la copertura finanziaria per gli interventi di adeguamento e/o potenziamento. Nel caso degli impianti di Molfetta, Bisceglie e Lucera A “i fuori limite sono riconducili a una fase di avvio all’esercizio di nuove opere realizzate nell’ambito di interventi conclusi nel 2018”, mentre per due impianti – Stornara e Ordona – si e’ rilevato un solo superamento riconducibile all’arrivo di uno scarico anomalo. Tra i fattori che possono penalizzare il processo depurativo degli impianti ci sono anche gli scarichi anomali come acque meteoriche, di vegetazione e di natura lattiero-casearia. Gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo sono 2 e si trovano a Lesina Marina e Manduria Vecchio. L’impianto di Casamassima vecchio, che fino al 2018 recapitava nel sottosuolo, e’ stato dismesso a luglio 2019 con contestuale attivazione dell’impianto di Casamassima nuovo.

Nel 2019, i quantitativi di fango di depurazione prodotti sono stati cosi’ conferiti: l’81% in impianti di compostaggio fuori Regione o all’interno del territorio pugliese e il 19% in discarica. Non sono stati conferiti fanghi in agricoltura. In Puglia, nel 2019 sono 9 gli impianti (Acquaviva delle Fonti, Casarano, Corsano, Gallipoli, Ostuni, Fasano, Noci, San Pancrazio Salentino e Trinitapoli) che possono restituire un refluo idoneo al riutilizzo. “Si conferma l’impegno e la visione strategica di Arpa Puglia sui temi del mare e sulla qualità delle acque in generale in Puglia – ha sottolineato Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia – Questa visione plasticamente concentrata nella sede del Centro regionale Mare di Bari, si concretizza non solo per l’impegno e la qualità tecnico scientifica delle attività, ma anche per la strategia istituzionale nella difesa e nella tutela di un capitale naturale fondamentale per la Puglia”. “Sulla chiusura del ciclo di tutela delle acque – ha detto Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – la nostra regione continua a fare passi in avanti. Scendono a due i depuratori che scaricano nel sottosuolo, diminuiscono gli agglomerati urbani sottoposti a procedura di infrazione e procedono gli interventi infrastrutturali di potenziamento della capacità di trattamento e abbattimento delle emissioni odorigene sugli impianti non conformi alla direttiva europea sulla depurazione”. “Chiediamo alla Regione Puglia – ha concluso Tarantini – di continuare a lavorare per il massimo utilizzo delle acque reflue depurate e affinate in agricoltura, ma soprattutto di puntare a ridurre la produzione dei fanghi di depurazione che continuano a essere conferiti in impianti di compostaggio fuori regione”.