Lopalco: politici senza mascherina mandano messaggio grave

“Speriamo di no, vedremo nei prossimi giorni” se c’è un focolaio legato alla positività al coronavirus di Raffaele Fitto, già candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia: ad affermarlo in un’intervista a ‘Repubblica’ è Pierluigi Lo Palco, docente all’Università di Pisa e assessore alla Sanita’ della Puglia. “Noi – spiega – stiamo facendo quello che bisogna fare in questi casi”. Invita comunque tutti al rispetto della privacy, anche perchè “ci sono positivi con cariche virali bassissime, non in grado di infettare. E altri che invece sono contagiosissimi. Abituiamoci al fatto che nei prossimi mesi ci saranno altri casi di persone conosciute con questa infezione. Non serve lanciare allarme, ma fidarsi di chi fa il nostro mestiere. Nel caso dei contatti di Fitto siamo già partiti in tutta la Puglia controllando i contatti stretti e disponendo gli isolamenti fiduciari”.

Lopalco ha raccolto in Puglia più di 20 mila voti: “Non me lo aspettavo, sento il peso della responsabilità. Mi ha aiutato la grande visibilità di questi mesi. Spero di essere all’altezza: da tecnico offrivo le soluzioni ai problemi. Ora da politico dovrò trovare anche gli strumenti per poterli risolvere. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, dei cittadini che devono rispettare le regole. Il politico che va davanti alle telecamere, in mezzo alla gente, senza mascherina, non solo mette a rischio se stesso e le persone che ha di fronte. Ma soprattutto consegna un messaggio pericolosissimo ai cittadini: ‘Se ne può fare a meno’. E invece non e’ cosi'”. Intervistato dal Messaggero, Lopalco osserva poi che “prorogare lo stato di emergenza e’ sicuramente necessario per gestire una situazione che potrebbe rischiare di aggravarsi. Bisogna saper rispondere alle continue sfide con rapidità. Oggettivamente può suonare male che lo stato di emergenza duri tanto tempo, pero’ se questa possibilità ti da’ degli strumenti amministrativi e legislativi per velocizzare la risposta a una minaccia epidemica, lo si usa senza fare dei ragionamenti ideologici”. Ciò non depotenzia, a suo avviso, il parlamento: “I tempi dell’ordinaria amministrazione vanno un po’ stretti quando si tratta di reagire con azioni valide e veloci. E comunque, una pandemia si verifica una volta ogni cento anni, non c’e’ alcun rischio per la democrazia se per qualche mese il governo e’ messo nelle condizioni di decidere in fretta sulle urgenze da affrontare. Abbassare la guardia in questo momento sarebbe infatti un’impudenza davvero non giustificabile”.

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