L’anno entrante, vivere come se sia una nuova opportunità

Nascosta tra le pieghe d’ancestrale tradizione, quando il Clan si raccoglieva intorno ai fuochi del ‘sol invictus’ , oggi ancor torna ogni anno la ricorrenza del nuovo ciclo stagionale per la ricorrenza della rinascita del sole che torna ad allietare i giorni. Questa ricorrenza, chiamata natale da natus, è quindi una festa di famiglia che diviene occasione per tramandare tradizioni, ricordare gli Avi, narrare gesta eroiche o meno, aneddoti che uniscono affetti e … affari di comune interesse.
La teologia religiosa ha tramutato il solstizio invernale legato a tradizioni di caccia e agrarie, chiamandolo ‘Natale’ di una qualsivoglia divinità. Hanno celebrato riti pensando che il solo dare ad un nuovo periodo o ciclo annuale un nuovo un nuovo nome o conteggio possa cambiare qualcosa. La Cristianità ha cooptato dagli antichi romani la festività trasformandola nella nascita del Cristo. Restano le tradizioni del Clan: “Natale con i tuoi”. Almeno sino a quando il consumismo non ci ha abituati a trascorrere anche questa festività con i suoi cenoni. Il ‘coprifuoco’ generato dal covi_19 in quest’anno 2020 ci ha fatto riscoprire i valori dello stare insieme ai propri familiari. È l’unica nota positiva di quest’anno segnato.
Chi pensa che il passaggio ad un nuovo anno possa cambiare qualcosa, che il 2020 sia stato un anno da dimenticare e con l’ingresso dell’anno 2021, anche oggi, creda ci possa essere un rinnovamento generale dei fatti e vita di questi ultimi mesi, è invitato a riflettere.
Passata la festa di questo passaggio, che ha valore solo dal punto di vista burocratico, e i postumi dei bagordi per il passaggio al nuovo anno, restano tutti i mali e fatti negativi dei giorni precedenti: il covid19, che si spera di poter presto arginare come è avvenuto per altre pandemie ancora presenti nella nostra vita (Aids, Hiv, Ebola, ecc.).
Di buono i giorni che si alternano ai giorni, i mesi agli altri mesi e le stagioni alle nuove stagioni. Queste di per sé solo non cambiano alcun ché. Se cambia qualcosa non è per l’avvicendarsi di un numero sull’anno del calendario o per i sinceri auguri di amici e conoscenti. Ciò che sicuramente cambia è lo scorrere deI Tempo, scorrere inesorabile nel suo viaggio verso l’eterno infinito di eoni con il carico dei problemi degli umani, dei politici, dell’economia negativa …
La storia insegna che è sempre stato così con i suoi corsi e ricorsi. Quest’anno non è diverso dagli altri. Qualunque previsione o speranza di cambiare è legata solo alla nostra volontà di fare e agire accompagnato da un pizzico di circostanze favorevoli. Ecco perché ogni giorno cerco di vivere come se sia una nuova opportunità per realizzare le mie mete mediante scelte orientate al bene. Per il bene dell’Umanità, mi auguro che vogliate fare la stessa cosa.

A,G,E,

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