Si finge prete e truffa “colleghi”: tra le vittime anche parrocci di Bisceglie

Avrebbe sottratto a prelati e suore di tutta Italia oltre 100 mila euro. E’ la storia di un 20enne di Andria, denunciato dalla polizia di Stato di Canosa (Bt), che negli ultimi 2 anni è riuscito a raggirare diverse persone e, in particolare, uomini e donne del clero. La tecnica era abbastanza collaudata: il giovane si fingeva don Vincenzo, originario di Andria, e in modalità telematica (su whatsapp o altri canali) chiedeva ai suoi “colleghi” delle parrocchie vicine (da Trani fino a Bisceglie) una mano per il difficile momento pandemico in atto. L’ultima richiesta in ordine di tempo è stata fatta ad un parroco di Canosa a cui ha estorto 9 mila euro: il prelato, poi, accortosi di essere stato truffato ha denunciato il giovane alla polizia. L’attività investigativa si è svolta con accertamenti informatici e bancari che hanno permesso di risalire all’identità del 20enne. La tecnica utilizzata, anche in passato, era abbastanza collaudata: dopo aver fatto alcune ricerche su internet, raccogliendo informazioni su conventi, chiese e parrocchie da colpire, acquisiva informazioni sui prelati e li contattava telefonicamente spacciandosi per don Vincenzo.

Dopo aver conquistato la loro fiducia, partivano le richieste di denaro, giustificate da finti scopi nobili e caritatevoli. In altre circostanze il giovane raggirava le sue vittime presentandosi come ragazzo in difficoltà, in cerca di lavoro, a cui serviva aiuto economico: questa tecnica è stata utilizzata in centri come Bologna, Pescara, Firenze, Milano, ma anche Sulmona. Proprio in quest’ultima città il giovane fu arrestato circa un anno fa dai militari del posto e, per questo, era sottoposto ad obbligo di firma. I soldi erano quasi sempre consegnati mediante un accredito su poste pay, cifre che venivano immediatamente prelevate dal giovane. Al momento sono in corso ulteriori approfondimenti per far luce su altre eventuali truffe compiute sul territorio nazionale e per scoprire il canale dove è finito tutto il denaro raccolto.

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