Presentato il progetto de “Un’altra Terra”, coltivare favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro

Coltivare, in senso pratico, figurativo ed etico, favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti in esecuzione di pena o che abbaiano già concluso l’esecuzione di pena attraverso due azioni parallele: la coltura di ortaggi e prodotti etnici; la donazione dei prodotti alle mense della Caritas diocesana. È l’obiettivo del progetto “Un’altra terra”, promosso dal Comune di Bisceglie e organizzato in partnership con Caritas diocesana di Trani-Barletta-BisceglieTerre Solidali Impresa SocialeUiEPE (l’ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna) di Puglia e Basilicata, il contributo del Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia.

Il percorso prevede anche azioni di formazione ed accompagnamento al lavoro autonomo, azioni che saranno curate da I.for Pmi Prometeo organismo formativo accreditato.

Il progetto è realizzato congiuntamente al progetto “Apprendimento on the Job in agricoltura” promosso dall’Ufficio del Garante Regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della regione Puglia e al progetto denominato “Start” sostenuto dalla Caritas diocesana attraverso il fondo 8xmille Cei.

L’iniziativa sarà presentata in una conferenza stampa mercoledì 31 marzo “sul campo”, sul terreno che sarà coltivato, ubicato nell’agro di Bisceglie a breve distanza dal centro abitato. L’appuntamento per i colleghi della stampa che vorranno seguire la conferenza è alle ore 10 al Paladolmen (sito in via Ruvo) per poi procedere insieme all’orto.

Interverranno il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano; l’Assessore all’inclusione sociale del Comune di Bisceglie, Roberta Rigante; il Direttore della Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, don Raffaele Sarno; il Direttore dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Puglia e Basilicata, Emilio Molinari; il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Pietro Rossi; il coordinatore del progetto Elsheikh Ibrahim.

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