Smantellate due maxicentrali che “piratavano” pay tv: multe salate per chi possedeva IPTV

I militari della guardia di finanza della Compagnia di Paderno Dugnano (Milano), coordinati dalla Procura di Roma, hanno individuato e sequestrato nel Canton Ticino (Svizzera) e a Messina due centrali di trasmissione di Iptv (Internet protocol television) illegali, che consentivano ai clienti di vedere i canali delle principali piattaforme pay tv (tra le quali Sky). In pratica pagando tra i 10 e i 15 euro al mese i clienti avevano la possibilità di seguire dal pc o dalla propria “smart tv” tutti i programmi, “on demand”, eventi sportivi live, film e spettacoli di intrattenimento.

Tutti programmi tutelati dal diritto d’autore, con un danno stimato per gli operatori del settore, di almeno 130 milioni di euro. Le indagini, svolte anche con la cooperazione della magistratura e della polizia elvetica, hanno portato a smantellare un’associazione per delinquere che distribuiva i flussi audio/video decriptati a circa 900 rivenditori (“reseller”), i quali a loro volta li avevano venduti a oltre duemila clienti finali dislocati in tutta Italia. Secondo l’accusa, a capo dell’organizzazione c’erano tre uomini incensurati: un 40enne pugliese e due lombardi di 48 e 53 anni stabilmente residenti in Svizzera, che si avvalevano di una serie di complici, prestanome e teste di legno. Oltre ai tre, i finanzieri ne hanno indagati altri 19 sparsi tra Lombardia, Puglia, Calabria e Sicilia, sequestrando gli strumenti di pagamento utilizzati per incassare gli introiti degli abbonamenti illegali, quantificati in circa un milione di euro, L’inchiesta, poi denominata “operazione switch off”, era scattate nel 2018 dopo che i finanzieri di Paderno Dugnano guidati dal capitano Martina Paoli, avevano intercettato uno dei rivenditori. Ora tutti i “reseller” sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e per loro scatterà una multa da 2.582 a 25.822 euro, mentre per i clienti è prevista una sanzione da 1.032 euro.

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