PM Ruggiero: «Io, condannato in Appello, ma non è detta l’ultima parola»

“Non è detta l’ultima parola”. Esordisce così il pm di Bari Michele Ruggiero, che ieri la Corte di Appello di Lecce ha condannato a 6 mesi di reclusione, dimezzando la pena rispetto al primo grado, per concorso in tentata violenza privata. Secondo i giudici, infatti, nel 2015, quando era in servizio alla procura di Trani, Ruggiero (insieme al collega Alessandro Pesce, condannato a 4 mesi, 8 in primo grado) avrebbe fatto pressioni su dei testimoni per costringerli a dichiarare di essere a conoscenza della consegna di tangenti a un imputato dell’inchiesta sul cosiddetto ‘sistema Trani’. “Non mi permetto di commentare le sentenze – osserva Ruggiero -, come fanno tutti i magistrati che dicono di tenere a cuore l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Ovviamente in questo momento il mio punto di vista mi porta a considerare determinate cose che scriverò nel ricorso per Cassazione. Io ritengo di essere stato assolutamente rispettoso della legge, ho ritenuto, e l’abbiamo anche detto ai giudici in appello, che è stata svelata da poco, non completamente, una specie di trappola giudiziaria nei nostri confronti, trappola emersa già parzialmente un mese fa, e credo che ci saranno altre novità. Me lo auguro per un fatto di rispetto della giustizia, perché io ho lottato sempre contro la corruzione, e non ho guardato in faccia a nessuno”.

Parole sibilline che il pm traduce in modo ancora più chiaro: “Più di uno sta cercando di incastrarmi. E scritto”. Una procura, quella di Trani, finita negli ultimi tempi nell’occhio del ciclone giudiziario. “Probabilmente – sottolinea il pm – qualcuno ha pensato di scrivere e dire che Trani sia tutti i mali della magistratura, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, perché io sono Michele Ruggiero, ho fatto indagini, ho creduto sempre nelle mie battaglie e non mi sono mai mai mai piegato a nessuno. Dunque io rispetto assolutamente anche questa sentenza della Corte d’Appello, ma ovviamente la impugnerò”. RUGGIERO è stato titolare di molte delicate inchieste da pm di Trani. Inchieste che  rivendica senza il minimo indugio. “Noi – spiega – sulla presunta correlazione fra vaccini e autismo facemmo l’indagine, voluta e condivisa all’epoca anche dal ministro della Salute, e dopo aver fatto degli approfondimenti proprio con Giovanni Rezza, archiviammo tutto dicendo che non c’era da seminare il panico e che quindi era del tutto infondata la tesi di un nesso di casualità fra i vaccini e l’autismo. La nostra indagine, quindi, ha fatto luce, non è stata un’indagine a favore dei ‘no vax’, esattamente l’opposto. Purtroppo l’informazione non ci è stata molto favorevole”.

L’ex pm di Trani ha indagato anche sulle agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch. “La sentenza sulle agenzie di rating, parliamoci chiaro, ha stabilito che il fatto ‘ci sta’ – afferma deciso Ruggiero -, che non ci sono prove sufficienti per dire che il fatto è stato commesso con dolo, che l’Italia è stata oggetto di un errore macroscopico, dimostrato durante il processo. E poi, ho scritto anche un libro su questo, c’è stata reticenza da parte di testimoni importanti, determinante nell’assoluzione. Dunque, se si legge tutta la sentenza e non semplicemente quello che scrive ‘Il Foglio’ o qualcun altro, si capiranno quali sono le motivazioni di assoluzione in relazione a un fatto, e cioè che l’Italia fu declassata in maniera erronea e falsa sulla base, appunto, di errori macroscopici che mai sarebbero emersi se non ci fosse stata la nostra indagine. Questa è la verità”. Quanto all’indagine sull’American Express, “lì abbiamo ritenuto che ci fosse usura e truffa- afferma il pm -, il processo è finito con la prescrizione, che non vuole dire assoluzione, e la Banca d’Italia, all’epoca guidata da Draghi, dette ragione alla procura, rilevò profili di usura e quelli corressero le procedure di calcolo degli interessi moratori”.

“Dunque – conclude Ruggiero  – io rivendico e difendo tutte le mie inchieste, e ora che sono stato anch’io coinvolto da questa indagine, rispetto chi l’ha fatta, rispetto i giudici, ma rammento che per me a suo tempo venne chiesta la misura interdittiva, ma ho avuto un Gip e una Cassazione che hanno stabilito che i fatti erano penalmente e totalmente irrilevanti. Poi i giudici del merito hanno deciso altro, vedremo cosa dirà la Cassazione. Ma, ripeto, io ho sempre assoluta fiducia nella magistratura”. Sul suo profilo WhatsApp il pm RUGGIERO ha fissato una frase, ‘Lotterai, l’otterrai, lo terrai’. “E’ il motto più bello, che auguro a tutti: lottare, ottenere e tenerselo”, conclude con innegabile fiducia.

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