Mazzone e i suoi successi raccontati ai ragazzi dell’istituto Galileo Ferraris di Bisceglie

“Una qualità molto umana, spesso evocata a sproposito, è quella della resilienza. E’ questo che vediamo in questo atleta eccezionale. Invito L’uditorio a omaggiare l’atleta Luca Mazzone”. E’ così che il Preside Cosmai ha introdotto del pluripremiato atleta paraolimpionico.

Luca, dopo aver subito una lesione midollare urtando contro uno scoglio, durante un tuffo a Giovinazzo, a soli 19 anni, non si è dato per vinto, anzi, si è rimboccato le maniche. Il nostro atleta ha anche pubblicato un libro “La prigione dell’impossibile”, da cui ha saputo evadere con tanta maestria che, ad oggi, i suoi traguardi sono davvero moltissimi e importanti.

Ricordiamo l’ultimo successo a Tokyo con due medaglie d’argento e una d’oro in staffetta, con i compagni di squadra Paolo Cecchetto e Diego Colombari “non ci speravo – confessa – perché mancava un mio caro amico che è Alex Zanardi, a cui faccio i miei più cari auguri di buona guarigione”. Luca ha esordito in nazionale nel 2000 a Sidney, dove ha vinto 2 medaglie d’argento nel nuoto “una passione che mi ha permesso di girare il mondo, se sono vincente in questo sport, lo devo al nuoto. Mi ha insegnato tanto” racconta l’atleta, che nel 2011 è passato all’handbike.

L’assessora allo sport di Bisceglie, Maria Lorusso si dice onorata di essere al cospetto di “un atleta così importante. A 10 anni – ricorda la Lorusso – cominciai a praticare atletica. Ricordo ancora l’emozione della prima volta che ho gareggiato all’olimpico di Roma. L’attività sportiva è qualcosa che ricorderete sempre e regala valori che non perderete mai”. Tra i tanti a intervenire, anche Loredana Bianco, assessora alla cultura di Bisceglie, il Professor Giuseppe Papagni.

Non è mancato il saluto del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, per salutare il preside, gli alunni e l’atleta “un esempio, per tutto quello che ha dimostrato. La scuola è una palestra perché ci fa crescere da vari punti di vista. Il racconto di imprese eroiche e di fallimenti, ci serve sempre per imparare e per imparare a credere. E questa è la storia eroica di Luca, che ci ha creduto, provato e direi che ci è riuscito. La giornata di oggi è importante per la crescita di questi ragazzi: continuate così, perché c’è bisogno, oggi forse più di ieri, di buoni esempi”.

MARTINA CATANIA

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