La giunta comunale delibera intitolazione della sala consiliare all’On. Giovanni Bruni

La Giunta comunale presieduta dal Sindaco Angelantonio Angarano ha deliberato di intitolare la sala consiliare di Palazzo di città alla memoria dell’indimenticato On. Giovanni Bruni, scomparso il 28 aprile 2020. La proposta sarà illustrata e condivisa anche in consiglio comunale.

“Un tributo sentito, doveroso e significativo ad un Uomo di grande levatura umana, intellettuale e politica, stimato docente, fervente idealista, repubblicano e mazziniano convinto, conosciuto ed apprezzato da generazioni di biscegliesi e non solo”, ha motivato il Sindaco Angarano. “L’On. Bruni si è sempre distinto nei suoi molteplici ruoli, da formatore ed educatore, nei lunghi e impegnativi incarichi di consigliere ed amministratore comunale, da primo parlamentare biscegliese eletto dell’Italia repubblicana, negli studi, nelle ricerche e nelle pubblicazioni storicopolitiche oltre che appassionato cronista locale. Il professor Bruni, come amava farsi chiamare, prima ancora che con altri dovuti titoli istituzionali, era una amante di Bisceglie, verace e totalizzante. È per me motivo di particolare onore, interpretando il comune senso di riconoscenza della Comunità nei confronti dell’On. Bruni, essere promotore dell’intitolazione della sala consiliare, la massima rappresentanza dell’Istituzione Comunale, la ‘casa’ di noi tutti biscegliesi dove si discute del futuro della Città, a chi ha saputo essere mirabile, colto e lungimirante rappresentante delle Istituzioni, a livello locale e nazionale. Un riconoscimento al nostro illustre concittadino per perpetuarne la memoria alle future generazioni, affinché la figura del Prof. Bruni sia modello da seguire”, ha tenuto a sottolineare il Primo cittadino, Angelantonio Angarano.

Di seguito un profilo dell’On. Giovanni Bruni:

Persona di animo nobile e generoso, Giovanni Bruni – nato a Bergamo il 28 maggio 1926 –    è stato uomo di scuola e di studi, appassionato lettore di classici e di saggi. Figura di intellettuale popolano e filosofo, come amava essere definito, aperto alla discussione anche accesa su grandi temi, oratore dall’eloquio impreziosito da rarità lessicali e spesso intercalato da fulminee ed ardite incursioni nel vernacolo biscegliese, lascia, oltre alle numerose pubblicazioni, una “eredità di affetti” nei tanti giovani, oggi valenti professionisti, che ebbero il privilegio di averlo come docente di Lettere prima alla Scuola Media cittadina “Cesare Battisti” e, dal 1974, al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Bisceglie. Vivace animatore della vita politica e culturale con gli articoli de “Il Palazzuolo”, il primo giornale della Città fondato alla fine degli anni ’50, ha trasfuso nell’impegno civile al servizio della comunità e delle istituzioni repubblicane e democratiche la sua passione politica. La sua intuizione del concreto, accompagnata dall’acutezza dell’ingegno e dalla profondità di pensiero, hanno fatto di lui un eccellente politico e un amministratore di spicco, orgoglio della nostra Bisceglie. Per 31 anni è stato consigliere comunale: risultò, infatti, eletto nelle tornate elettorali del 1959, del 1963 e del 1966 nelle liste del Partito Socialista. Decise, poi, di uscirne, per passare nel Partito Repubblicano nelle cui file, nel 1970, risultò l’unico eletto in Consiglio Comunale – dove contribuì, tra l’altro, alla stesura del piano regolatore della Città – finché, nel giugno del 1987 coronò la sua carriera politica con l’elezione, primo nella storia di Bisceglie, alla Camera dei Deputati. Giovanni Bruni è stato anche Assessore Anziano: fu, dunque, alla guida della Città in funzione vicaria del Sindaco. È accaduto per due volte, dal 10 aprile al 29 giugno del 1979 e dal 22 al 30 marzo 1981. Politico colto e raffinato, a Montecitorio si è distinto per l’impegno e battuto da par suo, con veemente eloquio ed efficace oratoria, in difesa dei problemi del Mezzogiorno. Antifascista convinto e pugnace, ha sempre subito il fascino e la forte influenza del rigore ideale politico dell’ingegner Vincenzo Calace, considerato suo Maestro, ed è stato promotore dell’apertura a Bisceglie di una sezione dell’Associazione Mazziniana Italiana, che affonda le sue radici culturali nelle esperienze storiche del Risorgimento e della Resistenza quali momenti fondanti della nascita dell’Italia repubblicana, garante dei diritti di tutti i cittadini e della giustizia sociale. Ha concluso la sua esperienza terrena nell’amata Bisceglie il 28 aprile 2020, lasciando in eredità la fiaccola dell’onestà intellettuale, della questione morale e dei valori democratici. In cima ai suoi pensieri c’è sempre stata la Repubblica e l’amore insostituibile per la famiglia.

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