A Bisceglie c’è chi preferisce i ratti ai gatti

NO! Non è un gioco di parole e neppure un semplice cambio di iniziali come nei noti giochini di cruciverba, ma una triste realtà. Ma andiamo con ordine.

Nella nostra cittadina di Bisceglie, topi e ratti fanno storia. Son stati vettori protagonisti della peste nei secoli scorsi.

Sono anche note le segnalazioni di cittadini che ne denunciano la presenza e i danni che arrecano. Persino la loro presenza ad importanti processioni religiose, come “l’incontro” al Calvario in piazza Vitt. Emanuele durante i riti della settimana di Pasqua. Nella biblioteca comunale potete sfogliare le annate dei giornali locali, ad es. ‘La Diretta’, per leggere dei grossi topi di fogna (zoccole, per intenderci) presenti in tali occasioni. All’epoca furono segnalati a metà di via A. de Gaspari (il rettifilo). Altri quartieri segnalati per la presenza degli incomodi roditori sono stati: il seminario e nei pressi degli Istituti Liceali, via della Libertà e Campo sportivo, nuova zona 167 e così via.

Le lamentele dei cittadini per la loro presenza ha portato l’Amministrazione Comunale a predisporre un piano di derattizzazione, su tutto il territorio biscegliese, a mezzo di trappole ad hoc, che indubbiamente ha portato i suoi frutti.

C’è da dire, comunque, che c’erano e ci sono tutt’ora delle zone dove i ratti o topi che dir si voglia, non erano e non sono presenti. Sono zone dove alcuni cittadini danno da mangiare ai naturali nemici dei ratti: i gatti … randagi.

Colonie di gatti randagi sì, ma adottati e sotto la tutela di cittadini volontari, vera e propria associazione anonima che questi gatti li ha adottati e li hanno segnalati al Comune, fatti vaccinare e sterilizzare a loro spese. Pertanto, pur lasciandoli vivere liberi per la strada, non possono più essere considerati randagi ma “colonia di gatti di quartiere”.

Tutto ciò premesso, veniamo al fatto di cronaca. Da in po’ di mesi, questi gatti stanno morendo. Sospetto avvelenamento da pesticida per topi. Se si trattasse di gatto singolo, poteva essere un caso, ma sta accadendo in tutte le colonie …

I volontari si sono rivolti alle forze dell’ordine senza risultato che la constatazione della morte dei gatti. L’hanno pubblicato su un loro sito:

(CLICCA QUI)

(È una situazione di estrema emergenza a Bisceglie. Dopo la morte di 6 cuccioli per presunto avvelenamento preso in carico dall’Asl di competenza e constatazione delle forze dell’ordine, è stato recuperato il settimo cucciolo in pericolo di vita e facente parte della stessa colonia. Soccorso dai volontari e portato presso clinica veterinaria di Trani in prognosi riservata. Siamo allo stremo e il nostro operato ha bisogno di un supporto economico per pagare spese e sperare di salvare almeno quest’anima indifesa. Info in privato)

Ora chiedono, attraverso il nostro giornale, che pervenga al sig. Sindaco Angarano, un’interpellanza di aiuto.

Abbiamo intervistato una delle volontarie che, pur essendo disponibile, ha tuttavia chiesto l’anonimato per ovvie ragioni.

La diretta: Siete un’Associazione?

  • Non siamo un’associazione riconosciuta. Ma siamo tutti volontari che accudiamo i gatti che sono Censiti al Comune Quindi sono del comune li curiamo li facciamo sterilizzare gli diamo da mangiare quando stanno malati li portiamo al veterinario e tutto a spese nostre, di volontari. Non è giusto che persone, nemmeno si possono chiamare persone ma bestie, facciano delle azioni possibili che non si può nemmeno nominare non c’è non c’è un nome…
  • Cosa volete dire tramite il giornale?
  • Magari che qualcuno ci aiuti a porre fina a questa strage. Anche che, è vero che il sindaco ha comunque aperto un ASL per sterilizzare i gatti, però non li tutela in altri modi … perché ci sono queste “bestie” che fanno del male a queste anime innocenti e però dovrebbe fare qualcosa per tutelare …
  • Una volta pubblicato il vostro appello …?
  • Abbiamo anche fatto la denuncia carabinieri, ma oltre a quello cosa, cos’altro dobbiamo fare se il sindaco non prende provvedimenti? I gatti sono come razza protetta non si possono toccare! Questo devono capire certe persone chiamiamo le persone.
  • Dove sono avvenute queste morti sospette?
  • Per la morte di intera colonia o quasi, una zona è vicino al Bar Rondò, di fronte all’ITC G. Dell’Olio, l’altra in Via Prof. Pietro Ferrara, all’altezza del civico 8. Colonia censita.
  • Come fate a dire che sono stati uccisi e non siano state altre cause?
  • Perché non è un singolo gatto e magari solo in una zona, ma intere colonie e in più zone di Bisceglie.
  • C’è stata un’autopsia per accertarne le cause?
  • Sì, avvelenamento da veleno per topi, calcivirosi. Mentre per quello che è stato salvato dai carabinieri e portato a nostre spese alla Clinica Veterinaria dove non hanno detto se fosse una reazione secondaria all’avvelenamento ma hanno agito sui sintomi che mostrava: rinotracheite e polmoni compromessi. Posto sotto ossigeno, a seguito delle complicazioni, comprate a nostre spese medicinali come il ‘carobin’ e ‘gastrointestinal’. Purtroppo è deceduto. Causa presunta: calcivirosi.

Cos’altro dire se non che come giornale ci associamo nel condannare le eventuali responsabilità dei presunti e ignoti gatticidi. Vogliamo ricordare che i gatti, per le loro peculiarità, erano venerati presso l’antico Egitto. E tu, lettore, sei per i ratti o per i gatti?

Sappi che in Italia, oltre che a svolgere utilità pubblica e sociale in favore della derattizzazione, sono protetti da leggi regionali e dalla Legge nazionale n. 281 del 1991 che ha riconosciuto e che tutela le colonie feline (“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”).

Intervista a cura di Giorgio Eccel

 

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