Un viaggio ad Oriente (di Luigi Carlo Rocco)
Mi piace condividere con Voi questo momento che è di festa per la poesia. Il giorno dopo dalla chiusura della finestra temporale dedicata alla mia composizione dal titolo: “Quel viaggio ad oriente”, un sentito grazie va a tutti coloro che hanno voluto condividere e rilanciare con me questa particolarissima esperienza. Lo hanno fatto con il tam tam, con il passaparola, con i commenti di sincero affetto e di apprezzamento, con le faccine che portano con sé tracce di emozioni. Lo hanno fatto con i commenti tecnici, talvolta con qualche silenzio, con degli ammonimenti, lo hanno fatto con tante e diverse espressioni. Ci sono persone che conosco ed altre no. Sono tante, tantissime storie, che hanno voluto condividere con me questo viaggio. 709 voti, 709 storie e sensibilità diverse che hanno spinto sempre più in alto, nella parte più alta della classifica nazionale, tra diverse migliaia di composizioni in concorso “Quel viaggio ad oriente”.
A ciò autorizzato mi piace riportare il commento di un amico, Tonio Manginelli: ”Ciao Carlo, ho votato…Non certo per dovere ma per piacere certo….Amo i mosaici di parole…Quando ogni sillaba è una tessera ben incastonata…Ciò che ne viene fuori va oltre la speranza di una umanità migliore. Le parole hanno peso e importanza …Le parole possono essere,devono essere…Sono più forti delle armi….E la polvere da sparo delle parole sono i pensieri…E i pensieri possono essere,devono essere…Sono soprattutto sogni.”
Non sono stati i voti più alti in assoluto ma sicuramente la poesia è risultata, a livello nazionale, tra le più apprezzate e seguite del concorso Dantebus. Ora, una volta scaduti tutti i tempi del concorso, toccherà ad una giuria tecnica scegliere le più meritevoli. Ma per me, per tutte le amiche e gli amici che hanno seguito questa poesia anche da altre parti d’Italia, per tutto il nostro territorio, credo che oggi sia un giorno di festa. Di festa della poesia! Per aver regalato questa possibilità, per tutto questo ed altro vi ringrazio e vi abbraccio, Carlo. Ma adesso diamo spazio alla poesia:
QUEL VIAGGIO AD ORIENTE
Un giorno passato
a mettere ordine
alla fiera del tempo perduto
tra saloni ed arredi
un tappeto persiano
a tombolo un ricamo
l’ametista, il living antracite
la ceramica e il cotto,
sfiorato un pezzo di antiquariato
un’occasione irripetibile
all’ora di punta,
un po’ assente
spaesato
fisso al villaggio d’oriente,
la ricerca del viaggio
la scoperta di quella gente.
Voci in successione
piccole forzature
non in ascolto,
lo scorrere di un messaggio
mai arrivato,
essere soli tra tanti,
incomprensibili intimi oggetti
e filati,
l’inerzia che sospinge
sé stessi e dice:
è il momento di andare via,
ma il versante del mondo
è un display che si accende
il tuo numero ha fermato il risciò
gli impegni sono passati di mano
le conoscenze i ritagli
il padiglione di un altro mondo,
ti raggiungo dove tu vuoi:
il mio tempo non è stato perduto,
era la città proibita
che stavo cercando.
Luigi Carlo Rocco