Alla lapide di Matteotti manca il riferimento alla matrice dell’attentato

Lo scorso 10 giugno è stata posta in piazza una lapide, a cura dell’Amministrazione Comunale e dell’Associazione Mazziniana, per ricordare il vile agguato terroristico ai danni del socialista Giacomo Matteotti, che pagò con la vita il diuturno impegno contro il regime fascista.

Spiace dover rilevare, tuttavia, l’assenza della matrice dell’infame attentato, covato negli ambienti delle squadracce fasciste allergiche a ogni espressione di libero pensiero.

La circostanza ha un rilevo storico e politico tutt’altro che marginale, ponendo in essere un ricordo indifferenziato e decontestualizzato dello statista socialista. Voglio sperare che si sia trattato di una omissione colposa, quant’anche di grande valore storiografico, e non di una rivisitazione revisionista dell’eroica azione parlamentare di Matteotti. Chiedo, come studioso e reporter televisivo, un legittimo chiarimento all’Amministrazione Comunale e all’Associazione Mazziniana, per una iniziativa lodevole, che però mutila gli ideali antifascisti e le ragioni politiche dell’impegno del grande intellettuale veneto. In una fase storica, caratterizzata da rigurgiti restauratori di chiaro stampo neofascista, la coscienza politica della Amministrazione Pubblica non deve mai derubricare i nobili ideali costituzionali a temi marginali, tenendo alta la statura etica ed esistenziale di tutti i sinceri oppositori del criminale Ventennio, che ha infestato l’Italia.

Prof. Giulio DI LUZIO

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