Lettera aperta al Sindaco
L’8 giugno 1982 Enzo Biagi chiedeva allo scrittore Primo Levi: “Come nascono i lager?”. “Facendo finta di niente” rispondeva lo scrittore.
L’indifferenza, dunque, come motore del ritorno e della revisione della Storia più truce della umanità, su cui lo stesso Gramsci ebbe parole inequivocabili: “L’indifferenza è vigliaccheria, abulia, parassitismo, opera potentemente nella Storia”.
Perché scomodo due pensatori del Novecento, ma sempre attuali per la formazione della coscienza democratica e civile del nostro Paese?
Perché un episodio apparentemente marginale è il segno di uno scollamento dal nostro passato recente, che quindi, come dice Levi, può ritornare soprattutto se non fissiamo nella memoria collettiva e nella pedagogia delle nuove generazioni punti fermi e inalienabili.
Per questo avevo denunciato la omissione, sulla stele posta in piazza in memoria di Giacomo Matteotti, della matrice fascista e terrorista del suo assassinio. L’appello è tuttavia rimasto inascoltato dai destinatari di questo allarme. Non è questo un sufficiente motivo per raccogliere l’avvertimento del partigiano superstite dell’Olocausto, Primo Levi? Io penso di sì.
Che si sia trattato di una colposa omissione storica, tuttavia gravissima, o di un dolo esplicito, che escludo a priori, la sollecitazione andava comunque raccolta, per ripristinare la verità storica e ridare al martirio del deputato socialista e intellettuale veneto il senso delle sue scelte politiche ed esistenziali.
E’ nel segno della sua vita e del suo impegno antifascista diuturno e illuminato, che la coscienza di ogni italiano, a cominciare dal Sindaco e dalle associazioni, deve dar conto alla collettività e alla Storia dell’attualità del suo martirio e delle ragioni della sua morte.
Prof. Giulio Di Luzio