M5S Bisceglie “traduce” la T.A.R.I. – T.ra A.mministratori R.imasti I.ndifferenti?

Impazza, giustamente, negli ultimi mesi, il dibattito riguardante il metodo di raccolta – trattamento dei rifiuti solidi urbani e l’aumento della TARI che i cittadini biscegliesi devono pagare per il 2017.
Eppure, se si leggono i vari comunicati, una delle voci più associate alla TARI, che questa Amministrazione ha usato, è la parola “riduzione”; ma allora come si spiega questo paradosso tra le riduzioni della TARI e gli aumenti delle “TARIffe”??!!

Cominciamo col dire che Bisceglie, relativamente al tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani (c.d. “ecotassa”) paga, per il 2017, la tariffa più elevata esistente, cioè € 25,85/tonnellata (quando il minimo, pagato dai Comuni più “virtuosi” della nostra Provincia è di soli€ 5,17/tonnellata; una bella differenza quindi…!!!.
Continuiamo col dire che Bisceglie, come da Atto Dirigenziale – Sezione Ciclo Rifiuti Regione Puglia – n. 388 del 7 dicembre 2016, ha realizzato una R.D. (raccolta differenziata) di soli 26,48 punti percentuali. E, come se non bastasse, rischia, per il 2018, salvo cambiamenti normativi, di pagare un’ulteriore sanzione del 20% qualora non si raggiunga la soglia del 65% di R.D.; ipotesi, peraltro, molto probabile considerando la bassa percentuale di R.D. realizzata, che porterebbe il costo della ecotassa applicabile al ns. Comune a 30,98 euro/tonnellata.
La soluzione, più volte proposta, per una città più pulita ed una TARI meno salata e persino oggetto di approvazione da parte del Consiglio Comunale con delibera n. 105 del 30/09/2016 di adesione alla strategia “rifiuti zero” – è una sola: la raccolta porta a porta con tariffazione puntuale! 
Lo stesso consiglio comunale individuava in tale sistema “l’unico efficace di R.D. in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote superiori al 70%”. Pertanto in qualità di attivisti, chiediamo, sollecitiamo, domandiamo che venga messo in atto, il prima possibile, tutto il necessario per realizzare tale sistema.
Tenga, codesta Amministrazione, fede agli impegni presi nella suddetta deliberazione. 
NON È POSSIBILE che, ancora oggi, a distanza di quasi 20 anni dal D.P.R. n. 158/1999 (che dispone: “La parte variabile della tariffa è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati, specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza. Gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo…”) codesto Comune non abbia ancora messo in atto, nonostante le innovazioni tecnologiche disponibili, le “tecniche di calibratura individuale” citate dal decreto.
 
NON È POSSIBILE, lasciare, ancora oggi, che siano delle tabelle PRESUNTIVE (applicate nel “metodo normalizzato” in vigore) a decidere, chi deve pagare e quanto, senza tener conto della effettiva produzione di rifiuti differenziati e indifferenziati!
NON È POSSIBILE presumere che tutti i nuclei familiari producano la stessa quantità di rifiuti e differenzino in egual modo o che le attività economiche siano tassate in base ai mq dei loro locali ed a coefficienti di produzione dei rifiuti teorici.
NON È POSSIBILE applicare la raccolta puntuale (che è la parte più difficile del metodo) e poi non applicare la tariffazione puntuale, che andrebbe a premiare i cittadini che, ben differenziando, producono una ridotta frazione di indifferenziato da conferire in discarica.
Quanto tempo dobbiamo attendere prima di veder concretamente applicato un sistema di raccolta dei rifiuti PUNTUALE, EQUO e RAZIONALE?
Vogliamo che si applichi realmente il principio internazionale e comunitario “CHI INQUINA PAGA”. 
Vogliamo una Bisceglie che non sia tra i fanalini di coda, in termini di raccolta differenziata, della BAT. Vogliamo una TARI che non dissangui i nuclei familiari e i titolari di attività economiche. VOGLIAMO… ESSERE DIFFERENTI!
Movimento 5 Stelle Bisceglie
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