Il cuoco Lorusso scrive all’Inps: inserite il nostro lavoro tra quelli usuranti

30 Luglio 2017 0 Di ladiretta1993

Di seguito una lettera indirizzata all’Inps, cui firmatario è anche il biscegliese Giovanni Lorusso. A difesa della categoria dei cuochi, si chiede all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di inserire la professione di cuoco tra quello da ritenersi usuranti.

«Categoria CUOCHI
I cuochi sono persone con famiglia (quando la vedono) , che lavorano spesso 7/7 specialmente nei periodi di alta stagione, come quella che sta per partire nelle località di mare o di laghi o di attrazione turistica.
Il lavoro del cuoco non è considerato usurante, elenco alcuni requisiti perché un lavoro possa essere considerato tale:
Chi lavora a contatto con le alte temperature ( bene in pieno servizio, una griglia può raggiungere i 90 gradi celtius di fronte, mentre sulla schiena ce ne sono una trentina (la cucina è un ambiente caldo ) questo scarto continuo di almeno 50 60 gradi protratto per almeno due ore a servizio, a lungo andare spacca la schiena. Considerando che si lavora in piedi per almeno 10/12 ore al giorno qualche insulto dalla nostra schiena ce lo prendiamo,
Lavoro notturno per almeno tre ore tra le 22 e le 06. Molti ristoranti chiudono dopo la mezzanotte, chi fa dopoteatro anche ben più tardi, e comunque sempre considerando che siamo dentro dalle 9 – 10 del mattino, con pausa media di due ore al pomeriggio ( sempre per poter dare un servizio a chi , dopoteatro, fa una bella recensione a tavola dello spettacolo di almeno un paio d’ore.)
Lavori espletati in spazi ristretti. Ci sono cucine di 10 metri quadrati in cui ci deve stare tutto dalla postazione lavaggio, alla stufa, bollitore, grill friggitrice, oltre ad essere ristretto si lavora anche in tre o quattro….. lasciate ogni speranza o voi ch’entrate !!!
lavoratori addetti alla c.d. “linea catena”, ovvero i lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro gestita dall’Inail, impegnati all’interno di un processo produttivo in serie, con ritmo determinato da misurazione di tempi, sequenze di postazioni, ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo di qualità;… quando ad un tavolo da 5 ordinano 12 cose diverse una dall’altra con il locale pieno…. altro che catena di montaggio !!! E lo stress di dover fare uscire tutto in contemporanea e in tempi accettabili, perché altrimenti arriva la classica lamentela, ( e ma quel tavolo da due è arrivato un quarto d’ora dopo di noi e stanno già mangiando !!!….. peccato che quel tavolo da due abbiano ordinato una fiorentina per due con contorno e basta….)
Abbiamo la più alta percentuale di morte per causa lavoro ( dovuta al livello di stress accumulato, che, fin quando siamo attivi e l’adrenalina ci sostiene, lo metabolizziamo, ma non appena si va in pensione, tempo un paio di anni che tanti non sopravvivono, ed un’alta percentuale di infarti in cucina )
Insomma credo che come categoria siamo un po’ bistrattati, oltretutto non esiste un ente che ci tuteli.
Chiediamo a gran voce di poter rientrare nella categoria dei lavori usuranti in quanto i requisiti ci sono e sono dimostrabili.»