La Casa Divina Provvidenza non accetta più fannulloni, linea dura dei vertici della Cdp

6 Settembre 2017 0 Di ladiretta1993
Una ” Linea Dura ” e’ prevista per i dipendenti della Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie. Per loro e’ stata creata una pagina Facebook per comunicare con i dipendenti e per inviare ” comunicazioni di servizio”.

Dal primo Ottobre prossimo le tre strutture ( Bisceglie, Foggia e Potenza ) passeranno alla societa’
Universo Salute.  Quest’ ultima sottolinea che esistono due categorie di personale: Gli Operatori Socio Sanitari che lavorano e gli Osservatori Socio Sanitari, ovvero quelli che osservano gli altri lavorare al posto loro.
Questa seconda categoria non e’ compatibile con la srl ” Universo Salute”  rappresentata dagli imprenditori foggiani  Paolo Telesforo e Michele D’Alba.
” Non abbiamo intenzione di tollerare nulla spiegano, saremo buoni con i meritevoli e duri con chi non merita la nostra e la vostra fiducia ” Il personale, composto da 1500 dipendenti per tre sedi, sono un numero pazzesco di lavoratori – hanno dichiarato- ” Il problema e’ che da un lato ci sono grandi lavoratori e dall’ altro imboscati e lavativi”.
I due imprenditori affidando le loro dichiarazioni attraverso Facebook.  ” Noi non indietreggeremo di fronte a nulla” spiegano. Sara’ un’ impresa da titani superare tutte le criticita’ e riportare il Don Uva ad essere motivo d’orgoglio della sanita’ Pugliese e Lucana.
“Nel rispetto dei rispettivi ruoli, dobbiamo imparare a comunicare e marciare tutti nella stessa direzione,
con l’ obiettivo un Don Uva di cui andare orgogliosi per efficienza, qualita’, serenita’ per il proprio futuro,
soddisfazione e gratificazione professionale, concludendo i due imprenditori foggiani hanno dichiarato:
“Ce la possiamo fare e ce la faremo”.
Insomma come dice un vecchio proverbio: Uomo avvisato, mezzo salvato. In questo caso il dipendente dovra’ dimostrare di lavorare con serieta’ e professionalita’ e mantenere una condotta equilibrata
se vorra’ continuare a conservare il proprio posto. Ora dipendera’ dai lavoratori, seguire o meno “il consiglio” ricevuto.
ANTONELLA SALERNO