“I giudici non sono déi”: i pensieri di Caringella sulla giustizia italiana

24 Gennaio 2018 0 Di ladiretta1993

Grande successo per il primo Fuori Cartellone del 2018 di Libri nel Borgo Antico, quello di sabato 20 gennaio alle Vecchie Segherie Mastrototaro: Francesco Caringella ha spiegato, con la semplicità e la serietà che contraddistingue il giudice barese, quelle che sono le particolarità del sistema giudiziario italiano.

 

Il pubblico ha virtualmente sfogliato tutte le “10 lezioni sulla giustizia” presenti nel suo libro, parlando di semplificazioni di leggi, durata dei processi, innocenti, giudici e così via: per l’autore barese infatti “uno dei peggiori mali che affligge la giustizia italiana è la durata dei processi: pensare che in Germania un procedimento penale dura otto mesi, invece che otto anni” lascia molto da pensare. Senza dimenticare poi, ricorda l’autore, che “i tempi dilatati sono una vittoria dei debitori e degli imputati e una punizione per i creditori e gli innocenti”.

 

Per andare incontro ai “cittadini curiosi e perplessi”, destinatari del libro già dal sottotitolo, bisognerebbe snellire le procedure e semplificare la giungla di leggi che compongono i quadro normativo italiano: “mille leggi e leggine – ammette il giudice barese – si incontrano, si scontrano e si contraddicono” e creano un “sistema barocco”. Un passaggio Caringella lo fa anche sui suoi colleghi: c’è un alone di riverenza nei confronti dei giudici e dei magistrati, quando “non sono déi ma amministratori”. E come tali devono essere considerati.

 

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