Parole (elettorali) in libertà

La peggiore campagna elettorale degli ultimi lustri. Grazie a una legge elettorale congegnata in modo che nessuno possa vincere (è per questo che è stata approvata!) stiamo assistendo alla fiera delle parole in libertà. Ognuno promette ciò che vuole, senza preoccuparsi dei riflessi sulla tenuta dei conti e sul debito pubblico. Le risorse per la realizzazione delle promesse impossibili sono illustrate con una superficialità che allarma i mercati e i partners europei, che già prevedono una risalita dello spread (differenza di rendimento tra i titoli del debito pubblico italiano e i bund tedeschi).

Indubbiamente, in questa campagna elettorale l’oscar della furbizia è da attribuire a Berlusconi. L’unico ad aver capito che non è la legge elettorale che si deve adeguare ai partiti, ma esattamente il contrario: sono i partiti che si devono adeguare alla legge elettorale. E il centro destra ha messo insieme, più che una coalizione, un “cartello”, per assicurarsi la vittoria finale. Anche se poi sarà tutto da scoprire quale linea prevarrà tra Forza Italia e Lega in materie in cui le opinioni sono diversissime, quali: Euro, rapporti con l’Unione Europea, pensioni, welfare, fisco.

Il Movimento 5 Stelle indubbiamente rappresenta il “rifugio” per chi molto semplicisticamente pensa di votarlo … per provarlo, dopo essere rimasto deluso da centrodestra e centrosinistra. Ma la specialità del Movimento è senza dubbio l’autolesionismo, per la gioia dei suoi avversari. Decidere di non coalizzarsi, infatti, significa condannarsi all’insuccesso. Significa non voler tenere conto dei meccanismi della legge elettorale, approvata da PD e Forza Italia proprio per assicurarsi la sconfitta del Movimento.  E fa sorridere anche la “soluzione” di Di Maio: “Se avremo l’incarico di formare il governo, ci presenteremo alle Camere con un nostro programma e vedremo chi sarà disposto ad approvarlo”. Rimango esterrefatto di fronte a certe affermazioni. Ingenuità politica? Ottimismo cieco? Vedremo. Nel frattempo possiamo solo far notare a “Luigino” che Mattarella difficilmente affiderà l’incarico di formare un nuovo governo a chi non si presenterà al Quirinale con una maggioranza in tasca. E, ammettendo che il Capo dello Stato dia l’incarico al M5S, in quanto primo partito, le probabilità di un insuccesso sono altissime, perché nessuno sarà disposto ad appoggiare il programma pentastellato senza contropartite. Che potranno consistere in ministeri, poltrone di prestigio, modifiche del programma. Insomma, un dazio contrario ai principi del Movimento che, finora, ha fatto dell’intransigenza (il contrario della politica, intesa come arte della mediazione) la sua bandiera.

E’ molto più probabile che il Movimento, osteggiato da tutti i partiti in campagna elettorale, veda i suoi sogni infranti proprio quando chiederà ai suoi avversari di appoggiarne il programma. In quel momento i partiti non si lasceranno sfuggire l’occasione di decretarne il suo affossamento politico.

infine, c’è il Pd, che con l’ultima scissione ha aperto un’autostrada a Berlusconi, tanto da far sospettare che Renzi volutamente abbia portato il suo partito allo sfacelo per poter tornare a quelle larghe intese tanto care ai due leader.

Come andrà a finire? Comunque vada … sarà un insuccesso.

                                                                                     Pasquale Consiglio

 

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